Emirati, l'analista: "Con Italia rapporti solidi, da incidente no grossi problemi"

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Emirati Arabi Uniti ed Italia hanno relazioni "solide" e anche se tra i due Paesi ci sono "piccole divergenze, non dobbiamo preoccuparci troppo. Non credo che questo incidente possa causare grossi problemi o danneggiare seriamente i rapporti". Lo afferma ad Aki-Adnkronos International Abdulkhadeq Abdulla, professore di Scienze Politiche negli Emirati Arabi Uniti, commentando le recenti tensioni tra Roma e Abu Dhabi alla luce della decisione degli Emirati di vietare nei giorni scorsi il sorvolo dello spazio aereo a un Boeing dell'Aeronautica italiana diretto in Afghanistan, con la Farnesina che ha espresso "forte disappunto" all'ambasciatore emiratino.

"Se ci sono problemi seri di cui devono occuparsi, i due Paesi dovrebbero dimostrarsi sufficientemente maturi ed affrontarli, ma penso che lo siano", prosegue Abdulla, riferendosi al divieto di vendita di armi all'Arabia Saudita e agli Emirati deciso dal governo Conte. Secondo il professore, il governo italiano dovrebbe "dimostrarsi più attento alle nostre necessità".

A proposito delle cause che hanno spinto il governo italiano a imporre l'embargo sulle armi al Paese del Golfo, l'analista evidenzia che "gli Emirati Arabi Uniti si sono ritirati dallo Yemen. Non abbiamo soldati in Yemen e tutti sanno che ce ne siamo andati. Siamo oltre lo Yemen".

"Quindi, se ci fosse stata qualche buona ragione per (fermare l'export di armi, ndr), questa decisione si sarebbe dovuta prendere molto tempo fa e il nuovo governo dovrebbe essere molto sensibile su questa cosa - aggiunge Abdulla - Sai, puoi comprare armi ovunque e noi abbiamo amici dappertutto. E pensavamo che il governo italiano avrebbe affrontato questo problema. Il fatto che non l'abbia ancora affrontato, anche se non siamo più in Yemen, è la fonte del problema".

Inevitabile per il professore un passaggio sulla Libia, dove si gioca una partita importante sia per Roma che per Abu Dhabi, storicamente schierate su fronti contrapposti. Su questo dossier, sostiene Abdulla, tra Italia ed Emirati "non ci sono differenze: entrambi sostengono il nuovo governo e la necessità di indire le elezioni entro la fine del 2021. Quindi entrambi sono d'accordo sulla necessità di porre fine alla guerra in Libia".

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