Emma Dante: "I miei 'Dialogues' all'Opera di Roma dedicata a vittime femminicidi"

(Adnkronos) - "I femminicidi peggiorano sempre di più ed è significativo che la presentazione di un'opera come 'Dialogues des Carmélites', che racconta l'uccisione di 16 donne, coincida con la giornata contro la violenza nei confronti delle donne. Ed è alle vittime dei femminicidi che vogliamo dedicare questo spettacolo". Così all'Adnkronos la regista Emma Dante, che porta in scena all'Opera di Roma il capolavoro di Francis Poulenc con Michele Mariotti sul podio di Coro e Orchestra della fondazione lirica romana, inaugurando domenica 27 novembre alle 19 la stagione 2022-2023 del Costanzi. "E' un'opera totalmente al femminile - dice la regista palermitana - con solo donne protagoniste che lottano per la loro libertà fino ad essere uccise. Questa opera è un pretesto per chiuderci anche noi in questo convento e pregare per tutte le donne che vengono uccise quotidianamente".

I 'Dialogues des Carmélites' prende spunto da una vicenda realmente accaduta nella Francia del 1794, in pieno periodo di terrore, quando i rivoluzionari ghigliottinarono sedici religiose francesi, note come le 'martiri di Compiègne', per essersi rifiutate di rinunciare ai loro voti". Una vicenda "intollerabile - dice Emma Dante - anche se avvenuta nel lontano 1794. Poulenc sul testo di Georges Bernanos (nato originariamente per diventare un film, ndr) dà vita a un'opera molto difficile perché anomala, un 'unicum' che non somiglia a nessun'altra. E' un'opera spirituale in cui in realtà non succede niente, non ci sono i soliti duetti d'amore, i contrasti della gelosia, i conflitti. All'interno di questo convento le suore sono tutte compatte, dialogano e parlano di Dio, a volte anche rinnegandolo come madame de Croissy che nella morte dice: 'Ma dov'è Dio? S'è fatto un'ombra...'. E' difficile da mettere in scena perché è molto cinematografica, si passa velocemente da un luogo all'altro del convento, è una continua sequenza di quadri divisi in tre atti".

L'opera, composta da Poulenc nel 1953, andò in scena per la prima volta alla Scala di Milano nel 1957 con un cast d'eccezione di cui facevano parte Gianna Pederzini, Virginia Zeani, Leyla Gencer e Fiorenza Cossotto, con Nino Sanzogno sul podio, in una versione italiana di Flavio Testi. Un tema molto vicino ala sensibilità di Emma Dante, che ha già affrontato altre eroine, tra cui Carmen, vittime di femminicidi. "Sono eroine mitiche, come lo sono queste Carmelitane. Nel melodramma - osserva la regista - c'è una luce fortissima sulla donne, molto più forte di quella che c'è nella prosa o nella letteratura. Si racconta sempre di donne accese da un forte anelito alla libertà che però quando vogliono essere libere, vengono ammazzate in un mondo dominato da uomini 'naturalmente' liberi. In questo senso il melodramma, che soprattutto per noi italiani è stato fondamentale, ha insegnato moltissimo sia alla prosa, sia alla letteratura. Da quegli intrecci sono nati i grandi drammi e i grandi romanzi".

Nel mettere in scena i 'Dialogues' Emma Dante confessa di essere stata guidata "dalla drammaturgia della musica: ho fatto una regia che non prevede calate di sipario, ma tutti i cambiamenti avvengono a vista, senza mai interrompere il flusso musicale. Lo spettatore fa un viaggio da un luogo all'altro, da una situazione all'altra, senza soluzione di continuità. E' un'opera che entra dentro la mente, ma anche dentro il corpo con un grande carnalità".

Nel corso della presentazione dello spettacolo, che si è svolta stamattina nel Foyer del Costanzi, il direttore artistico dell'Opera di Roma, Alessio Vlad, ha ricordato il "forte rapporto" che lega i direttori d'orchestra italiani a i 'Dialogues': "E' stata tenuta a battesimo alla Scala da Sonzogno, poi nel 2000 l'ha diretta Muti, sempre a Milano, e adesso a Roma vedrà Mariotti sul podio". Fra l'altro il giovane maestro pesarese con quest'opera è alla sua prima inaugurazione di stagione come direttore musicale del Costanzi. "Il teatro deve essere lo specchio della realtà che viviamo - dice Mariotti - e non serve solo a farci evadere. Anzi, deve darci le chiavi e la forza per conoscere e affrontare la realtà". Il direttore d'orchestra accenna un paragone calcistico, riferendosi a quello che è avvenuto pochi giorni fa ai Mondiali del Qatar, quando "la squadra dell'Iran si è rifiutata di cantare l'inno nazionale in difesa dei diritti e delle donne. Ecco, noi apriremo la stagione con un'opera che vede protagoniste donne che lottano in difesa della loro libertà di credere in Dio, con una forza che supera la paura della morte. Un inno alla libertà in un momento così difficile. Inoltre insegna a vincere quello che ancora è un tabù, la morte, facendoci capire quanto vita e morte siano correlate".

Infine il sovrintendente dell'Opera di Roma, Francesco Giambrone, ricorda che "la prima dei 'Dialogues des Carmélites' inaugura una nuova consuetudine, quella della data fissa di apertura della stagione ogni 27 novembre, una data simbolica perché è quella della prima inaugurazione del Costanzi, nel 1880. E' una scelta di fondo", spiega Giambrone, sottolineando che allo spettacolo "si sono accreditate circa 60 testate giornalistiche di cui molte estere" e che "sarà trasmesso in diretta su Rai Radio3 e in diretta-differita su Rai5 in prima serata".

Con il capolavoro di Poulenc si aprirà anche una nuova stagione per i programmi di sala che, oltre a contenere saggi sull'opera e interviste ai protagonisti, allargheranno lo sguardo su tutto quello che gira attorno al titolo. Infine Giambrone annuncia che da gennaio uscirà il primo numero di una rivista che il teatro sta organizzando grazie al lavoro del consulente per la comunicazione, Paolo Cairoli, e del capo ufficio stampa, Cosimo Manicone.

Nel cast dei 'Dialogues des Carmélites', coproduzione dell'Opera di Roma con La Fenice di Venezia - che dopo la prima del 27 dicembre sarà replicato il 29 novembre, il 2, 4 e 6 dicembre - figurano: Jean-François Lapointe; Corinne Winters; Bogdan Volkov; Anna Caterina Antonacci; Ewa Vesin; Ekaterina Gubanova; Emöke Baráth; Irene Savignano; Sara Rocchi; Krystian Adam; Roberto Accurso; William Morgan; Alessio Verna; Andrii Ganchuk.