Emo avrà il suo ascensore. Il disabile bolognese vince la battaglia dopo 15 anni

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(Photo: PeopleImages via Getty Images)
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Finale positivo per la vicenda dell’ascensore negato a Emo Gruppioni, l’anziano disabile bolognese costretto su una carrozzella dopo un ictus e da 15 anni impossibilitato a uscire da solo dal suo appartamento di Borgo Panigale, al terzo piano di un condominio senza elevatore. E’ quanto rende noto Confabitare, l’Associazione dei Proprietari Immobiliari secondo cui alla luce del clamore sollevato - la vicissitudine è diventata un caso nazionale che ha visto anche l’interessamento del rapper J-Ax - il condomino che, lo scorso luglio, aveva impugnato la delibera per l’installazione dell’ascensore sfruttando l’opportunità del Superbonus si è orientato “a tornare sui suoi passi”.

“Siamo felici che Emo Gruppioni abbia vinto la sua battaglia e possa inserire l’ascensore condominiale all’interno del Superbonus - osserva in una nota il presidente nazionale della stessa Confabitare, Alberto Zanni -: c’è riuscito grazie, soprattutto, alla temerarietà della figlia Elisa che non si è mai data per vinta. Non dobbiamo abbandonare questa famiglia proprio ora, perché l’ascensore si farà ed è il loro più grande ostacolo alla normalità, ma dobbiamo aiutarli ad abbattere le altre barriere, architettoniche e non, che limitano la loro vita”. Adesso, racconta Elisa Gruppioni, “voglio sperare in una presa di coscienza del condomino che si è ritirato e anche degli altri 10 che non volevano l’ascensore: a volte si è assorti nella propria quotidianità e non ci si accorge delle infinite opportunità che si hanno di aiutare il nostro prossimo”.

Ad ogni modo, evidenzia ancora Confabitare, benché a luglio “si sia deliberato per l’installazione della piattaforma elevatrice solo 9 condomini su 20 si sono detti favorevoli (per il Superbonus bastano 1/3 dei proprietari favorevoli e non i 500 millesimi): dunque anche se alla fine si procederà con l’installazione” visto il passo indietro del condomino che aveva impugnato la delibera dell’assemblea condominiale, “i Gruppioni dovranno fronteggiare 11 persone di fatto contrarie all’ascensore. Essere in disaccordo con un condomino - commenta Zanni - per molti può considerarsi la normalità e neanche un grosso peso, ma come società non possiamo permettere che persone come Emo e la moglie, la cui vita si identifica con la casa, siano percepite come un peso da 11 condomini pur non arrecando alcun danno ai vicini: questo non è un problema dei Gruppioni, è un problema di tutti”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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