Emofilia, verso un futuro ancora migliore

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Roma, 28 ott. (askanews) – “Verso un futuro ancora migliore”. Questo il titolo scelto dall’Associazione Italiana Centri Emofilia, per il suo convegno annuale. Una tre giorni a Sorrento con la partecipazione di medici, esperti ed addetti ai lavori, impegnati in un fitto programma di discussioni ed incontri.

Un appuntamento, quello dell’Aice, che festeggia quest’anno i 25 anni di attività, e che vuole fare il punto sui traguardi raggiunti nell’assistenza ai pazienti emofilici e affetti da altre malattie emorragiche congenite. Al centro delle sessioni, le più recenti acquisizioni nel campo della ricerca e della “best practice” clinica per una gestione efficace, sempre aggiornata e omogenea delle malattie emorragiche congenite nei centri specialistici italiani.

Come è cambiata negli anni la terapia per l’emofilia e quali sono le armi a disposizione per combatterla, sono stati al centro dell’intervento di Alessandra Borchiellini, dirigente medico del Centro Emofilia per adulti Ematologia Città delle Salute e della Scienza di Torino nel corso del simposio Takeda su “L’importanza del FVIII nella gestione dell’emofiliA A acquisita e emofilia A congenita”: “I prodotti attualmente disponibili, fino a pochi anni fa aiutavano ed erano efficaci ma non avevano la capacità di dosare e calibrare bene la quantità di prodotto emostatico da somministrare. Oggi l’armamentario terapeutico si è arricchito di un prodotto Susoctog alfa che ci permette di dosare quanto fattor ottavo vogliamo dare al paziente quindi di regolare la quantità di emostasi di cui abbiamo bisogno nell’evento emorragico preciso” spiega Borchiellini.

Per Dario Di Minno, del Dipartimento di Scienze Biomediche Avanzate dell’Università di Napoli “Federico II”, avvicinare il paziente ad una vita normale è la grande sfida, che oggi è possibile vincere attraverso nuovi strumenti terapeutici: “Lo scenario terapeutico è cambiato in meglio nel corso degli ultimi anni, con l’affacciarsi di farmaci totalmente nuovi, molto più efficaci fino ad affacciarsi alla terapia genica. Le possibilità di qualità di vita per i pazienti con emofilia stanno diventando molto più concrete, come la discussione sul farmaco rurioctocog alfa pegol ha dimostrato per la riduzione del numero di infusioni e del peso dell’infusione endovenosa nonchè in alternativa di proteggere di più il paziente”.

Durante i vari panel sono stati presentati i progressi ottenuti dai gruppi di lavoro dell’Aice su temi specifici. Ampio spazio è stato dedicato alla promozione della ricerca clinica e di base, in particolare da parte di giovani ricercatori, con la presentazione dei progetti cui sono stati aggiudicati i premi “Idee Giovani per la Ricerca”, promossi dall’Aice.