Energia dal mare: Italia al top per tecnologie e investimenti

Red/Lcp

Roma, 29 mag. (askanews) - Con circa 5 milioni di euro l'anno l'Italia al primo posto tra i Paesi mediterranei e al secondo in tutta Europa, subito dopo il Regno Unito, per finanziamenti pubblici all'energia dal mare. A rivelarlo il primo rapporto del progetto europeo OceanSET 2020, che ha analizzato investimenti e sviluppo tecnologico di 11 Paesi europei.

Per l'Italia i dati sono stati raccolti ed elaborati da ENEA, che opera come rappresentante nazionale presso il SET-Plan Ocean Energy, il gruppo che implementa il Piano Strategico europeo di sviluppo delle tecnologie energetiche marine. ENEA, inoltre, impegnata attivamente nel campo dell'energia dal mare sia con lo sviluppo di prototipi per lo sfruttamento energetico delle onde (impianto PEWEC) che con modelli climatologici e di previsioni ad alta risoluzione del moto ondoso (Waves) e delle maree (MITO).

"Il settore dell'energia dal mare in Italia sta entrando in una fase operativa, precommerciale, grazie alle sperimentazioni in corso di prototipi sviluppati da enti di ricerca come ENEA, CNR e RSE, universit e grandi aziende nazionali dell'energia", spiega Gianmaria Sannino, responsabile del laboratorio ENEA di Modellistica Climatica e Impatti. "Ora necessario consolidare questa posizione attraverso una programmazione di medio termine dei finanziamenti pubblici alla ricerca e il supporto degli incentivi allo sviluppo di questo settore delle rinnovabili. E, a questo proposito, siamo in attesa del nuovo decreto FER2 che potrebbe dare un ulteriore grande slancio al nostro settore", aggiunge Sannino.

In Europa - si legge nella notizia pubblicata sull'ultimo numero del settimanale ENEAinform@ - la disponibilit di risorse energetiche marine maggiore lungo la costa atlantica (in particolare in Irlanda e Scozia), ma il mar Mediterraneo non da meno, anzi offre opportunit interessanti sia per produzione energetica che per sviluppo di tecnologie. Le aree con il pi alto potenziale di energia dalle onde sono le coste occidentali della Sardegna e della Corsica, ma anche il Canale di Sicilia e le aree costiere di Algeria e Tunisia, dove il flusso medio di energia oscilla tra i 10 e i 13 kW/m. Mentre l'energia dalle maree pu essere 'estratta' principalmente nello Stretto di Messina, dove la produzione di energia potrebbe arrivare a 125 GW/h l'anno - una quantit sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di citt come la stessa Messina - grazie allo sfruttamento delle correnti che raggiungono velocit superiore a 2 metri al secondo.

In questo contesto l'Italia si posizione come il Paese pi avanzato del bacino mediterraneo per ricerca e sviluppo di dispositivi, guadagnandosi una posizione di rilievo a livello internazionale. Infatti, le competenze scientifiche e industriali italiane, unite alle favorevoli condizioni climatiche del nostro mare, hanno consentito finora di condurre test meno rischiosi e pi economici sui dispositivi hi-tech e di progettare sistemi innovativi sempre pi efficienti per l'estrazione di energia.

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