Energia, RePowerEU e il ruolo dell’Italia nei nuovi scenari

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Roma, 14 lug. (askanews) – Sicurezza energetica ed emissioni di metano; il gas naturale nel RePowerEU e il ruolo dell’Italia nei nuovi scenari geopolitici: sono i temi trattati durante un incontro organizzato da Amici della Terra e Open Gate Italia, in collaborazione con EDF Europe, nell’ambito della campagna che le due organizzazioni ambientaliste portano avanti dal 2019 sulla riduzione delle emissioni di metano.

L’abbattimento delle emissioni della filiera del gas naturale è un argomento al centro del confronto in Italia e nel resto d’Europa, soprattutto alla luce della guerra in Ucraina con la conseguente necessità di acquistare gas alternativo a quello russo. A illustrare i nuovi scenari è Ilaria Restifo, rappresentante italiana di EDF Europe.

“Rappresento in Italia Environmental Defense Fund Europe, una Ong internazionale che si occupa di una campagna globale in Europa e anche in Italia sull’importanza di ridurre le emissioni di metano in atmosfera – dice Restifo – attualmente ci troviamo ad affrontare una crisi energetica in sostituzione del gas russo, alla ricerca di nuovi partner internazionali, e a non tralasciare il percorso già avviato su cui ci sono già paletti fondamentali, come il Global Methane Pledge lanciato lo scorso anno a Glasgow: una proposta di regolamento da parte della commissione Ue che sta seguendo l’iter legislativo, che mira per gli operatori dell’Unione a controllare e misurare e rendicontare le emissioni di metano”.

Il regolamento europeo per la riduzione delle emissioni di metano è attualmente in negoziazione, ricorda Flavia Sollazzo, senior director Eu Energy Transition di EDF Europe, che indica anche le problematiche da superare.

“L’Unione europea a maggio ha presentato il pacchetto RePowerEU, la strategia di mobilitazione esterna – afferma – e ora vediamo più chiaramente come il tema delle emissioni di metano sia legato al tema della sicurezza energetica. Ci sembra che il regolamento e la strategia in qualche modo siano collegati. La strategia è come fosse una sorta di ponte tra le indicazioni della proposta e le attuali problematiche, legate alla diversificazione e sicurezza energetica. La bozza di regolamento europeo prevede degli obblighi informativi in capo ai soggetti europei importatori di gas per tutto quello che riguarda il controllo e il rimedio delle emissioni nei Paesi fornitori. Ma si tratta di un mero obbligo informativo. Una volta che questo dati sono trasmessi alle autorità nazionali, queste non sono tenute ad agire”.

Il mutato quadro geopolitico pone l’Italia in una posizione di debolezza, considerata la sua dipendenza energetica da parte di fornitori esteri. Ma un ritorno al carbone, almeno nella fase di transizione, non è auspicabile. Aggiunge Restifo.

“La nostra quota di import supera il 93%. Questa è la nostra debolezza, da un punto di vista strutturale credo ci sia molta sensibilità da parte delle imprese. Anche il carbone crea emissioni di metano in atmosfera. No, non è auspicabile il ritorno al carbone. Però, potenzialmente abbiamo tendenzialmente uno strumento per controllare e contrastare le emissioni di metano anche da quel settore lì”.

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