Energia: zero@2040, roadmap per anticipare decarbonizzazione entro 2040

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Una roadmap per anticipare la completa decarbonizzazione dell’economia italiana entro il 2040. A definirla è lo studio realizzato da Elemens per Legambiente e presentato oggi nella giornata di apertura del XII Forum Qualenergia organizzato a Roma dall’associazione ambientalista, dall’editoriale Nuova Ecologia, dal Kyoto Club, in partenariato con Cobat. Un appuntamento che si inserisce nella settimana di inizio della Cop25 di Madrid.  

Adottando obiettivi di decarbonizzazione indicati da Legambiente, e coerenti con il contenimento del riscaldamento globale entro 1,5°C, lo studio sviluppa due scenari, zero@2040 e zero@2050, in grado di raggiungere emissioni nette zero al 2040 (zero@2040 - scenario virtuoso) anticipando, così, gli impegni di riduzione delle emissioni secondo quanto previsto dall’Accordo di Parigi per i paesi industrializzati ed emissioni nette zero nel 2050 (zero@2050) secondo quanto previsto dalla Strategia climatica europea di lungo termine proposta dalla Commissione Europea. In entrambi i casi l’obiettivo si raggiunge grazie anche al contributo degli assorbimenti di CO2 del settore forestale.  

In particolare lo scenario zero@2040 consente di raggiungere zero emissioni nette entro il 2040 inclusi gli assorbimenti del settore agro-forestale. "In questo modo - spiega Legambiente - sarà possibile colmare il ritardo degli anni passati e raggiungere una riduzione delle emissioni del 60% già entro il 2030, grazie al fondamentale contributo degli assorbimenti per compensare le emissioni del settore industriale che presenta le maggiori difficoltà per una rapida decarbonizzazione".  

Per raggiungere i livelli di decarbonizzazione prospettati in questo scenario, è però indispensabile accelerare in 8 campi di azione descritti nello studio: semplificare le autorizzazioni, aprire alle comunità energetiche e all’integrazione del fotovoltaico in agricoltura, spingere sistemi di accumulo, efficienza energetica, elettrificazione delle città, potenziare reti e interconnessioni, spingere biometano e l’eolico galleggiante.  

"Quello che serve è un drastico cambio di passo rispetto all’attuale Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec) proposto dal governo - afferma Legambiente - Un Piano poco ambizioso negli obiettivi, che incredibilmente il nuovo esecutivo non vuole rivedere, con una riduzione delle emissioni al 2030 di solo il 37%, al di sotto del traguardo europeo fissato al 40%, e con una proiezione al 2050 di appena il 64%. Eppure l’Italia avrebbe tutto da guadagnare, in termini di riduzione di importazioni e consumi di petrolio e gas, anticipando già entro il 2030 una riduzione delle emissioni climalteranti del 60% e arrivare al 2040 a zero emissioni".  

Per questo Legambiente "lancia di nuovo un appello al governo affinché il Piano energia e clima venga rivisto e migliorato prevedendo obiettivi più ambiziosi e scelte nette per ridurre le emissioni climalteranti e tener fede agli impegni presi con l’Accordo di Parigi. Senza contare i benefici che arriverebbero sul fronte occupazionale: con 640mila nuovi addetti tra diretti e indiretti attraverso il ciclo di investimenti, in particolare nell’efficienza energetica, ma anche nelle rinnovabili elettriche e termiche e nelle reti".  

"Il Green New Deal di cui abbiamo sentito parlare in questi mesi dal nuovo governo Conte - dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente - ancora non si vede in campo energetico. Eppure l’Italia può svolgere un ruolo da protagonista mettendo in campo un’azione climatica ambiziosa, coerente con l’obiettivo di fermare l’aumento delle emissioni entro 1.5°C, a partire da una revisione entro dicembre del Piano Energia e clima".  

"Siamo in una fase di emergenza climatica che non ammette incertezze. Non solo l’Italia deve alzare il suo obiettivo al 2030 in coerenza con le nuove ambizioni europee, ma le politiche industriali, della mobilità, dell’edilizia, dell’agricoltura andranno riviste, in alcuni casi profondamente, per allinearle con un percorso di neutralità carbonica nell’arco di soli trent’anni. Temo che la nostra politica non abbia capito il messaggio", rimarca Gianni Silvestrini direttore scientifico QualEnergia e Kyoto Club.