Eni, mini barile e lockdown impattano su 2020, attese per la strategy, titolo giu'

·2 minuto per la lettura
Il logo Eni presso la sede centrale a San Donato Milanese

MILANO (Reuters) - Il mini barile e le conseguenze del lockdown generalizzato che hanno portato a un drastico calo della domanda petrolifera globale impattano sui risultati del gruppo Eni,che chiude il quarto trimestre del 2020 con un utile netto adjusted (senza le componenti straordinarie) di 66 milioni di euro, in flessione dell'88% rispetto allo stesso periodo 2019, portando il complessivo per l'anno a un rosso di 0,74 miliardi.

In un una nota, la major petrolifera sottolinea che l'Ebit adjusted si attesta a 1,9 miliardi nell'anno (0,5 miliardi nel quarto trimestre) e registra una contrazione di circa 6,7 miliardi dovuta per -6,8 miliardi alla flessione dei prezzi/margini degli idrocarburi e per -1 miliardo agli effetti del Covid-19, attenuati da una migliore performance per 1,1 miliardi.

"I risultati del quarto trimestre, con un prezzo del Brent a 44 dollari al barile sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente, superano le aspettative del mercato a livello di utile operativo ed utile netto, e confermano la generazione di cassa operativa e l'efficacia della nostra azione di risposta alla crisi", commenta l'AD, Claudio Descalzi, che oggi presenterà alla comunità finanziaria il piano strategico al 2024 incentrato sulla decarbonizzazione.

Pesante l'andamento del titolo in Borsa che cede l'1,7% a 8,9 euro poco sopra i minimi di seduta, nonostante i risultati del trimestre siano sopra le attese del mercato con un ritorno all'utile. "Riteniamo che i risultati abbiano risvolti marginalmente positivi per il titolo, ma le informazioni più importanti riguardano la pubblicazione della nuova strategia e dell'outlook 2021 che è attesa oggi alle 14. Ci attendiamo una conferma della strategia di transizione energetica di Eni", scrive Equita nel daily.

Nel 2020 la produzione d'idrocarburi è stata pari a 1,73 milioni di boe/giorno, in linea con la guidance ridefinita a seguito dello scoppio della pandemia, mentre nel trimestre è stata pari a 1,71 milioni di boe/giorno (-11%).

La società sottolinea che nel 2020 si è verificata la massima contrazione mai registrata della domanda petrolifera globale (-9% circa rispetto al 2019) a causa delle misure di lockdown adottate a livello mondiale per contenere la diffusione della pandemia.

A livello di commodity, il prezzo del Brent è sceso del 35%, così come quello del gas Italia, il margine di raffinazione SERM si è attestato a -60%, con rilevanti impatti sui risultati e i cash flow di Eni.

L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2020 della major è pari a 16.586 milioni, in riduzione di 539 milioni rispetto al 2019, con un leverage a fine anno a 0,31.

Infine, Eni ha confermato la proposta di dividendo per il 2020 di 0,36 euro per azione, di cui 0,12 versati in sede di acconto a settembre scorso.

(Giancarlo Navach, in redazione a Milano Maria Pia Quaglia)