Enpaia, nuove sfide e opportunità dalla previdenza complementare

Enpaia, nuove sfide e opportunità dalla previdenza complementare

Roma, 1 ott. (askanews) – La previdenza complementare nuova sfida per la cassa degli agricoltori e forestali. L’Enpaia, che associa oltre 8mila aziende per un totale di 38mila assicurati, dopo aver agito finora come service di Agrifondo, si appresta a gestire direttamente le risorse degli 8.500 iscritti puntando ad ampliare la propria platea.

Per questo Enpaia ha dedicato al tema un workshop “La previdenza complementare tra economia reale e investimenti sostenibili”, per fare il punto sulle possibilità di investimento come ha spiegato il presidente Giorgio Piazza che ha aperto i lavori. “Siamo all’esordio. Gestivamo come service Agrifondo ma era esterno. Adesso c’è un processo di presa di posizione di gestione diretta da parte di Enpaia, della previdenza complementare. E qui sta proprio la sfida. Questi 8.500 iscritti portati dentro al nuovo fondo interno a Enpaia, di previdenza complementare, e riuscire in questo modo a triplicarlo o quadruplicarlo. “, ha detto Piazza.

“La tendenza c’è – ha spiegato il presidente – perchè ci sono due aspetti: cresce la nostra base di iscritti, non di grandi numeri percentuali ma cresce, cresce in popolazione più giovane ma anche in popolazione femminile. Tra i 30 e 50 anni la maggioranza è femminile e questo è un punto di orgoglio. Credo sia una buona base di partenza. Starà a noi anche con il nuovo organigramma che ci siamo dati anche in termini di comunicazione, essere in grado di informare e trasformare questa esperienza di previdenza complementare in un successo”.

Un successo che Enpaia punta ad ottenere anche in termini di investimento focalizzandosi ovviamente sulle imprese del settore agricolo ma senza perdere mai di vista la redditività come ha spiegato il direttore generale, Roberto Diacetti. “La nostra strategia di investimento – ha detto – per il 2020 prevede investimenti di natura finanziaria legati all’economia reale, parliamo di oltre 180 milioni di euro. Pensiamo possa essere un’iniezione verso l’economia che ci riguarda, l’economia agricola, sempre guardando alla redditività perchè dobbiamo garantire i nostri iscritti e la sostenibilità di lungo periodo ma favorendo le iniziative imprenditoriali, quelle più efficaci e più performanti nel nondo dell’agricoltura”, ha aggiunto.