Enrico Letta: "Dalla crisi si esce a sinistra. È la lezione tedesca"

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BOLOGNA, ITALY - SEPTEMBER 12: Italian Government ex - Prime Minister Enrico Letta, now National secretary of PD political party, attends the closure of PD's national convention at PD Party National Convention on September 12, 2021 in Bologna, Italy. (Photo by Roberto Serra - Iguana Press/Getty Images) (Photo: Roberto Serra - Iguana Press via Getty Images)
BOLOGNA, ITALY - SEPTEMBER 12: Italian Government ex - Prime Minister Enrico Letta, now National secretary of PD political party, attends the closure of PD's national convention at PD Party National Convention on September 12, 2021 in Bologna, Italy. (Photo by Roberto Serra - Iguana Press/Getty Images) (Photo: Roberto Serra - Iguana Press via Getty Images)

“Ora abbiamo la prove che ho sempre pensato e che è una delle ragioni fondamentali che mi hanno spinto a tornare e assumere la guida del Partito democratico: dalla pandemia si esce a sinistra”. Enrico Letta commenta così le elezioni tedesche, con l’affermazione della Spd come primo partito. “Si tratta - spiega a Repubblica - di un risultato clamoroso, e di una conferma molto importante dal punto di vista culturale. Hanno prevalso i valori di solidarietà, i diritti del lavoro, l’attenzione al sociale e alla riduzione delle diseguaglianze”.

Ora “il cancelliere sarà Scholz, non ho alcun dubbio su questo. E lo sarà perché è stato capace di strappare alla Cdu l’eredità positiva dell’era Merkel”. Ad Angela Merkel, il segretario del Pd riconosce, “oltre alla efficiente gestione della lotta alla pandemia”, di aver “dimostrato la capacità di rimettere la Germania al centro di uno spirito europeista forte, lo stesso che è alla base del Next generation Eu. Scholz è stato bravo a rivendicare una continuità con questi aspetti e a presentarsi come il vero erede di Merkel. La Cdu, invece, paga la sua svolta a destra con una sconfitta drammatica e il minimo storico dei consensi”.

Letta osserva tuttavia che dalle urne esce “un Parlamento all’italiana”, molto frammentato, e “una Germania più fragile”. Per gli interessi italiani, “non c’è dubbio che sia bene che i Liberali non siano” nella coalizione di Governo.

Per quanto riguardo cosa insegnano le elezioni tedesche, Letta dice che “il mio impegno è fare come Scholz: progressisti nei valori, radicali nei comportamenti e riformisti nel metodo”. Nel programma del Pd “ci saranno sicuramente riduzione della tasse sul lavoro, salario di ingresso per i giovani, nuove protezione per i lavoratori”. Il risultato in Germania “rafforza il mio ottimismo e la convinzione che stiamo entrando in una fase completamente nuova. L’estrema volubilità dell’elettorato, confermata dall’oscillazione dei sondaggi in questi mesi, dimostra che la credibilità e la chiarezza della proposta pagano e che in Italia è totalmente falsa la narrazione di chi considera ineluttabile la vittoria di Salvini e Meloni”... “Segna una grande ripartenza di tutti i progressisti e spazza via un’altra falsa previsione, l’idea che in futuro la contesa sarebbe stata tra sovranisti e liberal-conservatori”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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