Enrico Montesano, da candidato Dem al caso X Mas: la trasformazione

Enrico Montesano, da candidato Dem al caso X Mas: la trasformazione (Photo by Simona Granati - Corbis/Corbis via Getty Images)
Enrico Montesano, da candidato Dem al caso X Mas: la trasformazione (Photo by Simona Granati - Corbis/Corbis via Getty Images)

Un piccolo spezzone in tv, durante le prove per partecipare a 'Ballando con le Stelle' (da cui la Rai l'ha nel frattempo estromesso). Ma le polemiche che ha generato sono colossali: perché Enrico Montesano si è fatto immortalare con una maglietta che riporta i simboli della Divisione fanteria X Mas. Infinite le proteste di osservatori e anche politici, con l'attore romano che si è espresso sulla vicenda via social. Ma è innegabile constatare la sua progressiva trasformazione politica e ideologica nel corso dei decenni.

Come ha fatto puntualmente notare qualcuno, inclusi attuali esponenti dem, Enrico Montesano non solo è sempre stato attivo nella vita politica del Paese, ma addirittura in passato è stato anche eletto. Nel 1993, come consigliere comunale nella sua Roma (raccogliendo il maggior numero assoluto di preferenze nella sua lista), e poi nel 1994 come europarlamentare. In entrambi i casi per il PDS, ossia il partito dalla cui eredità nacque l'odierno PD. Ma la progressione verso posizioni negazioniste, antivacciniste e prossime all'estrema destra non è stata certo improvvisa.

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"Buona domenica amici! Le fesserie e le strumentalizzazioni lasciamole agli altri!", ha intanto scritto Enrico Montesano su Telegram, mostrandosi in una fotografia in cui mostra la sua tessera del PSI del 1976 e un calendario con il volto di Ernesto "Che" Guevara. Quindi, nelle ore successive, le scuse su Facebook: "Sono un collezionista di maglie, non per questo ne condivido il pensiero. È stata un'ingenuità. Io col nazifascismo e tutti i totalitarismi non c'entro nulla e li disprezzo profondamente. Chiedo ancora scusa". Ma a tanti non è bastato, considerando altre sue esternazioni, recenti e meno recenti. Da cui emerge un uomo profondamente cambiato rispetto agli anni '70 da lui stesso evocati.

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Se di lui si era spesso parlato dallo scoppio della pandemia per il rifiuto di indossare la mascherina o mostrare i documenti che attestassero la somministrazione o meno dei vaccini. Non a caso fu gradito ospite di Forza Nuova a Trieste, in occasione della protesta dei portuali contro il Green Pass nell'ottobre del 2021. "Sto riprendendo, perché tutta l'Italia deve vedere l'entusiasmo e la determinazione dei portuali di Trieste. Di tutti i lavoratori che lottano per la libertà", disse in una diretta Facebook.

Enrico Montesano, da candidato Dem al caso X Mas: la trasformazione (Photo by Marco Piraccini\Mondadori Portfolio\Mondadori via Getty Images)
Enrico Montesano, da candidato Dem al caso X Mas: la trasformazione (Photo by Marco Piraccini\Mondadori Portfolio\Mondadori via Getty Images)

Del suo "caso" personale provò a fare un'analisi il magazine 'Esquire' nell'estate 2021. Qui si ricordò che Enrico Montesano, nato nella Garbatella nel 1945, fu uno dei simboli della romanità al cinema in mezzo (letteralmente) a Gigi Proietti (classe 1940) e Carlo Verdone (1950). Amatissimo negli anni '70 e '80, rispetto ai due illustri concittadini faticò a rinnovarsi e finì progressivamente dimenticato da cinema e tv, portando contemporaneamente sempre meno leggerezza e sempre più rabbia nei suoi spettacoli e nelle sue dichiarazioni.

VIDEO - Chi è Enrico Montesano

La riprova arriva da 'Fantastico', che con la sua conduzione regalò nel 1988 a Rai 1 un record di spettatori mai più raggiunto. Ma quando nel 1997 si tentò di replicare l'operazione, giunse un clamoroso flop. Da lì i primi segnali di cambiamento: l'appoggio a Gianni Alemanno nel 2008 (candidato per Alleanza Nazionale e poi sindaco a Roma), poi quello per il M5s e infine quello ai No Vax del Movimento 3V. Senza dimenticare ciò che raccontò nel 2018 a Peter Gomez nel corso di un'intervista a 'Confessione', sul canale Nove. "Salvini? Non è un razzista, credo non lo sia nessuno di noi italiani. Mussolini? Voleva bene agli italiani, li voleva aiutare. Ma le leggi razziali sono una macchia indelebile, su cui non lo perdono. Si è alleato con un pazzo furioso che ha portato l'Italia in guerra. E pensava di sedersi al tavolo della pace da vincitore", disse. E proprio questo, a qualcuno, sembra essere il "nuovo" Enrico Montesano.