Enrico Rossi (PD) boccia l'ingresso della Lega di Salvini nel governo

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Rossi PD
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Con un post facebook al veleno, l’ex Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi del PD ha bocciato l’ingresso della Lega nel possibile governo Draghi giudicato divisivo per la coesione di una salda maggioranza.

Rossi (PD): no alla Lega nel governo

Mario Draghi è ancora alle prese con le consultazioni per la nascita del nuovo governo che già si evidenziano i primi malumori tra quella che potrebbe diventare la futura maggioranza.

In due post su facebook, l’ex-governatore della Toscana Enrico Rossi (PD) – attualmente vicepresidente del gruppo socialista al Comitato delle Regioni dell’Unione Europea – ha decisamente bocciato, dal suo punto di vista, il possibile ingresso della Lega di Salvini nel futuro governo Draghi.

“Lega non ha approvato il bilancio”

Nel primo del 5 febbraio, ha attaccato Salvini sul rapporto della Lega con l’Europa:

“A mio avviso, la Lega non è adatta a partecipare ad un governo che ha come scopo fondamentale di mantenere il rapporto con l’Europa e di utilizzare bene le risorse del Recovery Fund. Infatti la Lega al Parlamento europeo non ha approvato il bilancio che assegna al nostro Paese i 209 miliardi. Come potrebbe quindi essere credibile a gestire in Italia ciò che in Europa non ha sostenuto? Dobbiamo fare un governo europeista e serio che non può avere al suo interno i sovranisti antieuropeisti”.

Differenze in materia fiscale

Prosegue poi con con la differenza di vedute tra PD e Lega in materia fiscale:

“Salvini, vuole la tassa piatta, uguale per tutti, ricchi e poveri, il PD vuole una tassazione progressiva rapportata al reddito e alla effettiva ricchezza dei cittadini, come recita la Costituzione”.

“Inattendibile svolta responsabile di Salvini”

In un successivo post del 7 febbraio, Enrico Rossi torna sull’apertura della Lega al futuro governo Draghi e questa volta con parole decisamente più pesanti che nella seconda parte attaccano il suo leader anche con riferimenti personali:

“La svolta europeista e responsabile di Salvini, avvenuta come un’illuminazione improvvisa nel giro di poche ore, non è certo ispirata, come lui dice, ai governi di unità nazionale voluti da Togliatti nel dopoguerra, nè al moderatismo democristiano di Santa Dorotea. Ben altra era la profondità e il travaglio dei personaggi di quelle vicende che il solo richiamarle e paragonarle all’oggi offende la verità storica e il normale senso del pudore. Piuttosto, la inattendibile giravolta di Salvini sembra spinta dalla volontà dei gruppi forti del nord del Paese di avere più garanzie politiche di partecipazione alla divisione di una quantità grande di risorse come quella dei fondi europei”.

L’ex governatore della Toscana si riferisce alla dichiarazione di Salvini riguardo la decisione di assumersi la responsabilità di un governo in un momento particolare come quello che l’Italia sta vivendo, facendo riferimento all’esperienza dei governi immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale.

Il riferimento a Verdini

Segue poi un commento riferito al padre di Francesca Verdini, fidanzata di Salvini : “Invece, per quanto riguarda il suggeritore politico, è assai probabile che a consigliare il Capitano, che solo pochi mesi fa chiedeva pieni poteri, sia stato il suocero Verdini, lo stesso che aveva indotto Berlusconi al patto del Nazareno”.

“Lega ostacolo coesione”

Rossi ritiene dunque la Lega un ostacolo alla coesione di una futura maggioranza che – tecnico, politico o “Ibrido” – dovrà comunque prendere importanti decisioni politiche nei prossimi mesi:

“A mio avviso, non è credibile che questa coesione sia possibile con l’ingresso della Lega . Per valutare l’inopportunità di fare un governo con la Lega è sufficiente verificare la congruità e la possibilità di raccordare i programmi tra forze politiche come PD , Leu ma anche M5stelle, che con la Lega dovrebbero concorrere a sostenere Draghi”.