Servizi pulizia, ecco quanto spendono le città

(Adnkronos) - Quanto spendono le città italiane per servizi di pulizia e lavanderia? A calcolarlo un report realizzato per l’Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana, che, nell’ambito del progetto ‘Pitagora’, ha stilato una classifica dei costi sostenuti nel 2020 dai capoluoghi di Provincia (per questa voce di spesa non sono presi in esame i dati delle Regioni in quanto in questo caso non comparabili) per il mantenimento dei loro uffici e delle loro strutture, con tanto di assegnazione di rating (QUI IL PDF).

Il Centro Ricerche della Fondazione, infatti, analizza tutti i dati finanziari ufficiali dell'ente pubblico in questione e attraverso algoritmi di ricerca scientifica individua potenziali sprechi, ovvero spese critiche nei conti pubblici. Le spese dell'ente in relazione alle singole voci vengono confrontate con il benchmark di riferimento e, a seconda dei livelli di scostamento di spesa individuati, si parla di ‘performance positiva’ (quando la spesa è inferiore o uguale alla media), ‘scostamento lieve’ (quando la spesa è compresa tra la spesa media e il 30% in più), ‘scostamento considerevole’ (quando la spesa è compresa tra lo scostamento lieve e il 100% in più), ‘spesa fuori controllo’ (quando la spesa supera di oltre il 100% la spesa media). Il rating - che si basa esclusivamente su dati contabili oggettivi scevri da qualsiasi valutazione discrezionale - assegna alla migliore performance la tripla 'A', mentre alla peggiore viene attribuita la lettera 'C'.

Questa nona puntata, dedicata alle spese per servizi di pulizia e lavanderia, sarà pubblicata oggi, domenica 1 maggio.

Brindisi capoluogo con spesa più bassa servizi pulizia, 8.528 euro in 2020

E’ Brindisi il capoluogo di provincia più ‘parsimonioso’ in fatto di spese per servizi di pulizia e lavanderia, voce cui ha destinato nel 2020 solo 8.528,00 euro. Si evince dalla speciale classifica elaborata per l’Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana, nell’ambito del progetto ‘Pitagora’, che prende in esame i costi sostenuti nel 2020 da Regioni e capoluoghi di Provincia.

A mantenere la spesa bassa per questa voce, al di sotto dei 100.000 euro, seguono nella classifica: Crotone (12.220,00), Cosenza (17.690,00), Siena (21.347,68), Isernia (26.057,85), Matera (59.033,76), Rieti (76.689,01) e Vibo Valentia (89.375,00).

A Torino record spesa servizi pulizia, 8.773.161 euro nel 2020

E’ Torino il capoluogo di provincia che, in valori assoluti, ha la maggiore uscita in spese per servizi di pulizia e lavanderia, raggiungendo nel 2020 la cifra record di 8.773.161,29 euro, seguito a stretto giro da Roma con 8.426.067,22 euro. A decretarlo la speciale classifica elaborata per l’Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana, nell’ambito del progetto ‘Pitagora’, che prende in esame i costi sostenuti nel 2020 da Regioni e capoluoghi di Provincia (sul sito www.adnkronos.com tutte le tabelle e le cifre del report).

Terza in classifica fra le città con le più elevate spese per servizi di pulizia e lavanderia, in valori assoluti, è Milano con 3.510.819,45 euro. Seguono, con spesa compresa fra 2 milioni e 3 milioni: Genova (2.914.576,14 euro), Venezia (2.624.573,18), Catania (2.393.670,67), Padova (2.275.799,99), Bologna (2.152.435,76), Firenze (2.077.605,22).

Fra i capoluoghi con la spesa più alta, superiore al milione e fino a 2 milioni, per questa voce, si trovano ancora: Trieste (1.824.779,47), Ravenna (1.716.627,13), Cagliari (1.647.617,22), Modena (1.591.167,12), Bolzano (1.536.458,96), Parma (1.525.427,20), Bari (1.475.209,73), Verona (1.312.731,61), Potenza (1.229.128,84), Bergamo (1.111.002,78), Udine (1.100.123,44), Trento (1.073.997,45), Livorno (1.067.738,46), Perugia (1.015.582,56), Ferrara (1.015.276,08), Mantova (1.014.086,47), Monza (1.004.717,27).

17 capoluoghi promossi con AAA per spesa in servizi pulizia

Diciassette i capoluoghi di provincia italiani ‘promossi’ con la tripla AAA nella gestione delle spese per servizi di pulizia e lavanderia. A decretarlo la speciale classifica elaborata per l’Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana, nell’ambito del progetto ‘Pitagora’, che prende in esame i costi sostenuti nel 2020 da Regioni e capoluoghi di Provincia (sul sito www.adnkronos.com tutte le tabelle e le cifre del report).

A risultare più ‘virtuosi’ per questa voce di costi dell’ente, ottenendo così il massimo rating, sono Brindisi, che ha speso solo 8.528,00 euro, e poi Crotone con 12.220,00, Cosenza con 17.690,00, Siena con 21.347,68, Isernia con 26.057,85, Matera con 59.033,76, Rieti con 76.689,01, seguite da: Savona (135.336,78), Teramo (136.356,74), Trapani (142.108,23), Lecce (146.213,33), Viterbo (171.065,66), Asti (198.286,18), Ancona (203.024,61), Terni (284.717,19), Reggio Emilia (363.348,52), Messina (487.346,78) (QUI IL PDF).

Altri 17 capoluoghi risultano pure fra i più virtuosi per questa voce di spesa, ottenendo la doppia AA (QUI IL PDF): Caltanissetta, Catanzaro, Vicenza, Vibo Valentia, Milano, Salerno, Prato, Arezzo, Cesena, Campobasso, Agrigento, Ascoli Piceno, Roma, Macerata, Lodi, Alessandria, Pescara. Mentre sono 12 quelli che si aggiudicano la A (QUI IL PDF): Pisa, Siracusa, Benevento, Frosinone, Lucca, Avellino, Como, Novara, Brescia, Reggio Calabria, Rimini, Massa.

A Bolzano, Aosta, Mantova e Potenza rating C in spesa servizi pulizia

Bolzano, Aosta, Mantova e Potenza sono i capoluoghi di provincia meno ‘efficienti’ nelle spese per servizi di pulizia e lavanderia. Tanto da meritare il rating C, il più basso nella speciale classifica elaborata per l’Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana (QUI IL PDF).

Ma a quanto ammontano le spese sostenute per questa voce in questi enti nel 2020? Analizzando la classifica, si scopre che Bolzano ha speso 1.536.458,96, Potenza 1.229.128,84, Mantova 1.014.086,47, Aosta 483.692,42.

Ottengono un rating intermedio nella classifica: Sassari, Ferrara, Catania, Parma, Urbino, Trento, Andria, Monza, Bergamo, Modena, Trieste, Cremona, Udine, Gorizia, Torino, Carbonia, Venezia, Cagliari, Ravenna, Padova, a cui va la B (QUI IL PDF); Trani, Bologna, Chieti, Verbania, Vercelli, Ragusa, Treviso, Lecco, Perugia, Latina, Pordenone, Barletta, La Spezia, Varese, Caserta, Forlì, Livorno, Oristano, Cuneo, con la BB (QUI IL PDF); Bari, Nuoro, Piacenza, Fermo, Taranto, Pavia, Pistoia, Genova, Verona, Grosseto, Foggia, Belluno, Rovigo, Sondrio, Pesaro, Enna, Biella, Firenze, che ricevono la BBB (QUI IL PDF). Non comparabile risulta il dato di Imperia, L'Aquila, Napoli e Palermo.

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