Entro 5 anni fino al 7% asset degli hedge fund sarà in criptovalute

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Nonostante le 'montagne russe' delle quotazioni e le incertezze normative, nei prossimi 5 anni gli hedge fund prevedono di aumentare significativamente la loro esposizione alle criptovalute. A fotografare questa fiducia è un sondaggio di Intertrust Group condotto fra 100 direttori finanziari a livello globale che rileva come le aspettative sono di una crescita degli asset in criptovalute con una media nel 2026 pari al 7,2% del totale. Rapportando questo valore al totale degli asset, spiega il Financial Times, il 'peso' di questi strumenti potrebbe toccare i 312 miliardi di dollari.

Peraltro, il dato medio 'nasconde' una fiducia molto elevata di parte dei gestori di hedge fund: infatti il 17% degli intervistati - soprattutto in Nord America - prevede di detenere una quota di asset in criptovalute superiore al 10% .

Sono già numerosi i fondi attivi nel settore, con operazioni già concluse e altre solo annunciate, con forti benefici per chi ha scommesso su questi strumenti prima dell'ennesimo boom del 2021. Come ricorda il FT, è legata al Bitcoin la quota maggiore degli utili di SkyBridge Capital, fondata dall'ex direttore delle comunicazioni della Casa Bianca Anthony Scaramucci, che però dopo i forti acquisti di fine 2020 ha già ridotto la propria esposizione proprio alla vigilia del crollo di aprile.

Nonostante l'interesse di alcuni hedge fund confermato dal sondaggio, non tutti nel settore sono convinti delle prospettive di questi strumenti: i gestori patrimoniali più tradizionali mantengono un atteggiamento prudente, alla luce della forte volatilità delle quotazioni e dell'incertezza sul quadro regolamentare, mentre in una lettera agli investitori Elliott Management ha espresso il timore che le criptovalute possano diventare "la più grande truffa finanziaria della storia".

Gli hedge fund hanno comunque aumentato negli ultimi tempi gli investimenti in bitcoin come copertura contro il calo dei rendimenti reali e dei dividendi azionari: questo tipo di 'scommessa', peraltro , resta - secondo un recente rapporto di Morgan Stanley e Oliver Wyman - limitata a clienti con un'elevata tolleranza al rischio e comunque sono condotti su una percentuale ridotta delle risorse disponibili.

Resta - fra gli elementi critici - la estrema sensibilità delle criptovalute a singoli eventi, anche a semplici tweet come quelli di Elon Musk (capaci di aumentare o distruggere la capitalizzazione del settore anche per centinaia di miliardi di dollari). con la valutazione odierna tornata a quota 40 mila dollari il Bitcoin ha messo a segno un recupero del 20% rispetto ai 33 mila dollari di sette giorni fa. Oppure un calo del 33% rispetto ai 63 mila di due mesi fa. Scommesse redditizie ma rischiose: per molti - a giudicare dal sondaggio di Intergroup - ma non per tutti.

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