Entro fine anno l'Italia donerà 45 milioni di dosi ai Paesi più poveri

·4 minuto per la lettura
Italy's Prime Minister Mario Draghi delivers a statement during the 8th MED7 Mediterranean countries summit in Athens, on September 17, 2021. (Photo by ANGELOS TZORTZINIS / AFP) (Photo by ANGELOS TZORTZINIS/AFP via Getty Images) (Photo: ANGELOS TZORTZINIS via Getty Images)
Italy's Prime Minister Mario Draghi delivers a statement during the 8th MED7 Mediterranean countries summit in Athens, on September 17, 2021. (Photo by ANGELOS TZORTZINIS / AFP) (Photo by ANGELOS TZORTZINIS/AFP via Getty Images) (Photo: ANGELOS TZORTZINIS via Getty Images)

“Noi siamo pronti a triplicare i nostri sforzi nella donazione di dosi dei vaccini. Entro fine anno doneremo 45 milioni di dosi ai Paesi più poveri. Lo ha annunciato il premier Mario Draghi intervenendo al ‘Global Covid-19 Summit’, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu. In occasione del Global Health Summit di Roma Draghi aveva annunciato la donazione, da parte dell’Italia, di 15 milioni di dosi.

“Abbiamo fatto grandi progressi nella distribuzione dei vaccini attraverso il programma Covax ma ci sono ancora grandi disuguaglianze e per questo bisogna essere pronti a essere più generosi” ha sottolineato il premier.

La COVAX Facility, sostenuta dall’ONU, si prefigge di rendere disponibili due miliardi di dosi di vaccini anti-COVID-19 ai Paesi che vi partecipano entro la fine del 2021, comprese almeno 1,3 miliardi di dosi per le economie a basso reddito.
Per Draghi i problemi maggiori riguardano il trasporto dei vaccini e non la loro produzione. “Va superato - ha detto Draghi - l’insufficiente coordinamento con le autorità finanziarie. Il G20 si coordinerà con l’Oms, la Banca mondiale e altre organizzazioni internazionali”.

Draghi ha sottolineato che, tramite il programma Covax, l’Italia ha già distribuito 7,5 milioni di vaccini. “Per porre fine a questa pandemia e prevenire future emergenze sanitarie - dice il premier - la cooperazione globale e’ essenziale. Il vertice globale sulla salute (Global Health Summit), tenutosi lo scorso maggio a Roma, è un buon esempio di ciò che un multilateralismo efficace e’ in grado di produrre. I Paesi e le aziende farmaceutiche hanno promesso dosi di vaccini e finanziamenti in favore dei Paesi vulnerabili. E nella Dichiarazione di Roma ci siamo impegnati a rispettare una serie di principi comuni per essere meglio preparati ad affrontare la prossima minaccia sanitaria”.
Per Draghi “mentre lavoriamo per porre fine a questa pandemia, dobbiamo migliorare la nostra preparazione per quelle future. Dobbiamo incrementare la nostra capacita’ di produrre vaccini e strumenti medici in tutto il mondo, e specialmente nei paesi più vulnerabili. Sosteniamo il piano dell’Unione europea, che stanzia 1 miliardo di euro per lo sviluppo di poli di produzione regionali in Africa e per promuovere il trasferimento di tecnologie.

Draghi ha anche sottolineato come l’Italia abbia accolto con soddisfazione la proposta degli Stati Uniti di creare “un fondo finanziario per affrontare la questione”. “Accogliamo con favore la proposta degli Stati Uniti di istituire un Fondo di Intermediazione Finanziaria. Questa iniziativa sarebbe pienamente complementare con il Global Health and Finance Board. La salute è un bene pubblico globale e deve essere preservata ovunque. Permettetemi di ringraziare ancora una volta il Presidente Biden per la sua leadership nel promuovere questo evento. Siate certi che il prossimo vertice del G20 a Roma farà tesoro delle discussioni odierne”. Il presidente Usa infatti ieri ha lanciato una partnership tra Ue ed Usa “per lavorare a più stretto contatto con i nostri partner per estendere la vaccinazione globale”. “Mentre gli Stati Uniti guidano questo sforzo, abbiamo bisogno che gli altri Paesi ad alto reddito presentino si assumano i loro ambiziosi impegni per la donazione di vaccini”,ha affermato il presidente americano.

Biden ha anche annunciato che gli Stati Uniti acquisteranno altre 500 milioni di dosi di vaccini Pfizer per donarle a Paesi a basso e medio reddito in tutto il mondo. “Nei primi otto mesi della mia presidenza - ha ricordato Biden - abbiamo lavorato aggressivamente per vaccinare il popolo americano. Quando sono arrivato alla Casa Bianca c’erano due milioni di americani pienamente vaccinati, oggi ce ne sono 182 milioni”. Sappiamo, ha aggiunto tuttavia il presidente Usa, “che per sconfiggere la pandemia qui bisogna sconfiggerla ovunque. Abbiamo già consegnato 160 milioni di dosi a oltre 100 Paesi, più di quanto fatto da chiunque altro al mondo. Prima del G7 di giugno abbiamo annunciato la donazione di 500 milioni di dosi Pfizer. Oggi annuncio un altro impegno storico: gli Stati Uniti acquisteranno un altro mezzo miliardo di dosi Pfizer da donare a Paesi a basso e medio reddito in tutto il mondo”. Biden ha precisato che le consegne avverranno nel giro di un anno e che porteranno le donazioni complessive di vaccini da parte degli Stati Uniti a 1,1 miliardi di dosi. “Mettendola in altri termini - ha aggiunto Biden - per ciascuna dose somministrata finora negli Stati Uniti ne doneremo tre nel resto del mondo”

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli