Entro il 2100 630 milioni di persone vivranno in zone a rischio inondazioni

Entro la fine del secolo ci saranno fino a 630 milioni di persone che vivono in aree del pianeta minacciate da inondazioni causate dall'innalzamento dei livelli del mare. Si tratta di un enorme numero di potenziali vittime, ben tre volte maggiore di quanto si pensasse precedentemente. Queste, in estrema sintesi le conclusioni di uno studio condotto da Climate Central, un'organizzazione indipendente americana. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications.

Le comunità più a rischio sono quelle che vivono nelle megalopoli asiatiche, a causa del modo in cui sono state elaborate le stime precedenti. Prima infatti i calcoli venivano effettuati sulla base delle stime dell'altezza del suolo in tutto il mondo utilizzando i dati satellitari della Nasa. Ma questo approccio può confondersi con i tetti e le foreste, scambiati come terreno.

Questo significa che le stime per una città piena di grattacieli come Shangai potrebbero essere fuorvianti. Questa volta i ricercatori hanno usato l'intelligenza artificiale per addestrare un modello che prendesse in considerazione diverse serie di dati, tra cui le mappe di elevazione molto più accurate negli Stati Uniti, catturate da aerei che utilizzano la luce laser.

Il modello ha predetto dove i vecchi dati stavano commettendo errori e ha cercato di evitare gli errori causati da edifici e alberi in modo da rivalutare la vulnerabilità delle città. I risultati suggeriscono che ora ci sono molte più persone che vivono su terreni a rischio: 250 milioni di persone rispetto alle stime vecchie che arrivavano fino a 65 milioni. Poiché il riscaldamento globale provoca l'innalzamento del livello del mare, quel quarto di miliardo arriverà fino a 630 milioni entro il 2100, ipotizzando un futuro in cui le emissioni di gas a effetto serra saranno elevate.

I maggiori aumenti previsti entro la fine del secolo sono in Asia, con 87 milioni di persone in Cina che vivono su terreni a rischio, rispetto ai 26 milioni nelle stime precedenti. In Bangladesh, il numero è di 50 milioni, rispetto ai 5 milioni. Secondo i ricercatori, questi dati dovrebbero richiamare l'attenzione dei governi e delle autorità locali per agire tempestivamente.

"Penso che le città costiere che vogliono prosperare nel [futuro] debbano guardare molto da vicino alla loro vulnerabilità e iniziare a pianificare molto rapidamente cosa faranno in risposta all'innalzamento del livello del mare", dice Benjamin Strauss, uno dei ricercatori dello studio.