Epatite C, parte da S. Pietro ambulatorio mobile per screening ematici

Cro-Mpd

Roma, 19 nov. (askanews) - E' partita la controffensiva contro l'Epatite C sulle strade e nelle piazze delle maggiori città d'Italia. L'ambulatorio mobile è pronto e sta scaldando il motore per partire per un lungo 'tour' che toccherà città importanti, da Firenze a Palermo, con a bordo personale specializzato nell'effettuazione di esami clinici a bordo volti alla scoperta del 'sommerso' per l'Hcv e anche Hiv. Giovedì 21 novembre alle 11, in Piazza San Pietro, un equipaggio davvero speciale darà il via a questa missione attraverso decine di piazze nazionali e Mons. Rino Fisichella benedirà l'iniziativa ed il motorhome destinato al progetto. Saranno a bordo dell'unità mobile appositamente allestita il Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, Massimo Andreoni, Direttore Scientifico della Simit, Responsabile dell'Unità Operativa Complessa Malattie Infettive - Tor Vergata, e Loreta Kondili, del Centro Nazionale Per la Salute Globale ISS, con diversi specialisti a bordo alla ricerca di pazienti con Epatite C, ignari spesso a migliaia ancora oggi del proprio stato di salute. Ha aderito al progetto, promosso da Simit con il Patrocinio del Ministero della Salute, e il contributo non condizionato di Gilead, anche Claudio Cricelli, Presidente SIMG (Società Italiana di Medicina Generale). L'iniziativa segue di poche ore la conclusione della III Giornata Mondiale dei Poveri voluta da Papa Francesco, con il bilancio delle attività del Presidio Sanitario Solidale allestito in piazza San Pietro dove i Medici di Medicina Generale e gli specialisti hanno prestato per vari giorni la loro opera caritatevole per assistere e curare le persone più povere e disagiate che molto spesso non riescono per diversi motivi ad accedere alle cure del SSN. Durante la scorsa settimana il Presidio Sanitario Solidale, ha offerto tutte le prestazioni specialistiche a titolo completamente gratuito, sono state accolte oltre 1000 persone, che vivono per lo più nel disagio più assoluto, sia italiani che stranieri, per le quali sono state erogate oltre 5000 prestazioni sanitarie specialistiche e somministrati i vaccini antiinfluenzali, ove possibile, valutando per ciascuno la personale situazione clinica. Di qui è stata chiara l'esigenza: portare il medico direttamente dove vi fosse più bisogno di erogare le prestazioni con la creazione di un percorso assistenziale per l'Italia.

Andreoni, protagonista sin dalla prima edizione, e Cricelli, forti di questa esperienza, hanno immaginato tale progetto con un ampio respiro nazionale: "Queste recenti esperienze hanno mostrato che, nonostante la capillare presenza di strutture sanitarie pubbliche sull'intero territorio nazionale, questi pazienti che vivono nel disagio più totale hanno necessità di inclusione e di accoglienza - ha sottolineato Andreoni - Talora, abbiamo visto, che quando incontrano anche un minimo diaframma tra le loro esigenze di salute e la visita occasionale per curarli, recedono subito dall'intento, rifugiandosi nella solitudine che scandisce le loro giornate". (Segue)