Epatite C: servono nuove strategie per eliminare virus entro 2030

Cro-Mpd

Roma, 12 feb. (askanews) - L'Italia finora si è distinta per risultati importanti nell'eliminazione dell'epatite C. Sono stati trattati più di 200mila soggetti, un ottimo punto di partenza che permette al nostro Paese di rimanere in corsa per il raggiungimento dell'obiettivo fissato dall'OMS per il 2030 di eliminazione dell'infezione da HCV. Tuttavia, una recente stima dell'Osservatorio Polaris del Centre for Disease Analysis Foundation (CDAF), Lafayette, CO, USA, ha declassato l'Italia da "on track" al livello "working towards", ossia un gradino indietro. "Ciò significa che è stato fatto molto, ma resta anche una grande mole di lavoro da svolgere - spiega Salvatore Petta, Segretario AISF-Associazione Italiana per lo Studio del Fegato - . Come emerge anche dai dati AIFA, c'è stato un importante decremento dei pazienti avviati al trattamento. Ciò è avvenuto poiché abbiamo esaurito le sacche di pazienti disponibili nei nostri centri, quindi servono delle strategie produttive di ricerca del "sommerso", cioè rintracciare le persone infette che non sanno di avere le infezioni, sia per curare loro stessi che per impedire nuovi contagi".

Tra le iniziative volte a favorire il superamento di questo stallo, emerge "CCuriamo", un progetto ideato da ISHEO, Società di Ricerca, Consulenza e Formazione impegnata nell'analisi di impatto economico e sociale dell'innovazione in Sanità, e realizzato con il contributo incondizionato di Gilead Sciences, presentato oggi al Senato. A parlarne, oltre a membri dell'Istituto Superiore di Sanità, delle Società Scientifiche e a rappresentanti dell'associazione pazienti di riferimento, anche esponenti del Governo e membri del Parlamento, al fine di sottolineare l'importanza anche politica dell'eliminazione dell'infezione da HCV in Italia. Il focus verte sulle più opportune modalità di coordinamento tra ricerca, clinica e politica per rendere la strategia di eliminazione del virus da HCV efficace e sostenibile, con lo scopo di raggiungere l'obiettivo del WHO.

Il progetto ha realizzato una fotografia aggiornata della strategia di eliminazione dell'HCV in Italia, tra successi e passi ancora da compiere, chiamando in causa anche il ruolo imprescindibile delle Regioni. Nel 2019 sono state condotte 5 tavole rotonde che hanno coinvolto circa 30 esperti da tutta Italia, che riunendosi a Roma hanno condiviso dati, best practice con impatto sul livello nazionale come pure su singole Regioni, e con impatti anche sulle popolazioni chiave per l'eliminazione dell'Epatite C, ossia la popolazione carceraria, i consumatori di sostanze stupefacenti e i coinfetti HIV/HCV positivi. La prospettiva sociale della strategia di eliminazione ha condotto inoltre lo studio e l'approfondimento con gli specialisti provenienti da tutta Italia.(Segue)