Epatite, Italia Paese in Europa con maggior incidenza Hcv -2-

Cro-Mpd

Roma, 27 set. (askanews) - Ogni anno nel nostro Paese, vengono effettuati circa 60mila ricoveri ospedalieri per patologia epatica HCV correlata, con un incremento del 67% dei casi di cirrosi e del 291% dei casi di carcinoma epatocellulare primitivo (HCC). Sono circa 12mila i decessi annui attribuibili all'infezione da HCV e l'epatocarcinoma, di cui la cirrosi epatica da HCV rappresenta una delle cause principali, è responsabile ogni anno di circa 3mila decessi.

Oramai da mesi, sono stati introdotti e resi disponibili in Italia per tutti i pazienti i nuovi farmaci antivirali ad azione diretta (DAA) specifici per il trattamento dell'infezione cronica HCV relata, dotati di elevatissima efficacia e di scarsi effetti collaterali. "Questi farmaci hanno rivoluzionato l'approccio nei confronti del trattamento della patologia, consentendo di ottenerne la guarigione in una percentuale di oltre il 95% dei pazienti trattati - evidenzia Pierluigi Toniutto, Direttore dell'Unità di Epatologia e Trapianto di fegato presso l'Università di Udine - . Dall'introduzione dei DAA in Italia, sono stati sottoposti a trattamento antivirale circa 200mila pazienti, con un ritmo di circa 35mila pazienti per anno. Negli ultimi mesi si è assistito ad un progressivo calo del numero dei pazienti che accedono al trattamento, che può essere spiegato dal progressivo esaurimento del numero di soggetti con una infezione da HCV già diagnosticata e noti agli ambulatori epatologici. Tuttavia, si stima che esistano ancora circa tra i 250mila sino ai 450mila pazienti con infezione da HCV non diagnosticata e circa 170mila pazienti che nonostante la diagnosi di epatite C sia nota, non sono stati ancora inviati al trattamento. È il cosiddetto "sommerso", su cui si devono concentrare le azioni per individuare i pazienti da mettere in cura".