Epidemie intermittenti stile Omicron nuova normalità, studio su Nature

(Adnkronos) - "La pandemia di Sars-CoV-2 è stata caratterizzata dall'emergere regolare di varianti". Con l'immunità della popolazione naturale e indotta dal vaccino a livelli elevati, la pressione evolutiva "favorisce le varianti che sono in grado di eludere gli anticorpi neutralizzanti". La variante Omicron (rilevata per la prima volta nel novembre 2021) ha mostrato un alto grado di evasione immunitaria, portando a un aumento dei tassi di infezione in tutto il mondo". "Supponendo l'emergere di ulteriori varianti distinte, epidemie intermittenti di entità simile potrebbero diventare la 'nuova normalità'". E' lo scenario che viene prospettato da un gruppo di scienziati dell'Imperial College London in uno studio pubblicato su 'Nature Communications', in cui hanno analizzato e stimato la dinamica dell'ondata di Omicron dal 9 settembre 2021 al 1 marzo 2022, utilizzando i dati dello studio React-1, una serie di indagini trasversali che valutano la prevalenza dell'infezione da Sars-CoV-2 in Inghilterra.

Gli autori del lavoro hanno stimato un picco iniziale nella prevalenza nazionale di Omicron del 6,89% (5,34%-10,61%) nel gennaio 2022, seguito da una recrudescenza delle infezioni da Sars-CoV-2 quando il sottolignaggio Omicron più trasmissibile BA.2 ha sostituito BA.1 e BA.1.1.

I modelli messi a punto dai ricercatori hanno fotografato la rapida sostituzione di Delta da parte dei lignaggi Omicron in Inghilterra: "La percentuale di casi positivi a Omicron è aumentata rapidamente, raggiungendo il 50% entro il 14 dicembre 2021 e il 90% entro il 23 dicembre. Con l'aumento della prevalenza di Omicron, la prevalenza di Delta è scesa rapidamente al di sotto dello 0,1% il 3 gennaio 2022. L'ultimo campione Delta in React-1 è stato rilevato il 14 febbraio 2022, quando la percentuale di casi legati a Omicron era superiore al 99,82%.

Nel mese di febbraio 2022, invece, gli scienziati hanno osservato che la prevalenza di Omicron 2 (BA.2) è aumentata costantemente, mentre la prevalenza di Omicron non BA.2 è diminuita. Gli esperti ragionano sul fatto che, "poiché l'incidenza cumulativa e la copertura vaccinale continuano ad aumentare, il virus Sars-CoV-2 si troverà a competere con un panorama immunitario diversificato e complesso all'interno della popolazione umana. Di conseguenza, la dinamica evolutiva del virus sarà dominata dall'evasione immunitaria".

Cosa succederà adesso? "Dato l'emergere regolare di varianti di preoccupazione (Voc) durante i primi 2 anni della pandemia di Covid, non ci sono ragioni per credere che questa tendenza non continuerà", affermano gli scienziati, ricordando che "altre infezioni respiratorie come l'influenza portano epidemie annuali dovute all'emergere di nuovi ceppi in grado di navigare meglio nel panorama immunitario. Se vediamo una tendenza simile per Sars-CoV-2, allora le onde intermittenti di infezione di entità simile a Omicron rientrano nei limiti delle possibilità".

La sorveglianza continua, i richiami vaccinali e gli aggiornamenti dei vaccini, elencano gli autori, "saranno cruciali per ridurre al minimo gli effetti dannosi di questo nuovo paradigma di salute pubblica". E "una maggiore equità nell'accesso ai vaccini a livello mondiale può aiutare a ridurre il tasso di comparsa di queste varianti dannose".

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