Epidemiologa di Bari: "Donne in prima linea per Coronavirus fino a fine emergenza"'

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di Assunta Cassiano 

"Ho un team a prevalenza femminile con validissimi uomini. Stiamo lavorando no stop, le donne sono infaticabili, instancabili, determinate, consapevoli del ruolo che tutti gli operatori sanitari devono svolgere, il ruolo importante di dare risposte ai cittadini". L’8 marzo non poteva che essere per le donne il primo pensiero di Maria Chironna, epidemiologa dell’università di Bari, alle prese con l’emergenza legata al coronavirus. Una situazione che in Puglia rischia di peggiorare nei prossimi giorni. "Sicuramente c’è un’ondata che sta arrivando anche al sud - spiega all’Adnkronos - noi siamo consapevoli che avremo un aumento dei casi, soprattutto nei prossimi giorni. Questo perché le misure restrittive del dpcm ovviamente sono importanti ma avranno effetti che potremo vedere solo tra qualche settimana. Quindi noi sappiamo che nei prossimi giorni ci toccherà accettare un numero maggiore di casi, emergeranno quelli che sono contatti di casi o quelli nelle persone arrivate dalle zone rosse, che si stanno muovendo anche negli ultimi giorni". 

L’esperta loda l’ordinanza del governatore pugliese Michele Emiliano, poi condivisa da molte regioni, che impone la quarantena a chi torna dalle regioni ‘rosse’. "Una misura sicuramente indispensabile - afferma -, e va fatto l’invito a queste persone ad essere responsabili e ad autosegnalare il fatto che provengono da zone rosse. Questo è importante perché purtroppo il nostro timore è che molte persone potrebbero non segnalarsi. Purtroppo in alcuni paesi molto piccoli lo stigma è un rischio che stiamo correndo, il fatto di autosegnalarsi, di vedere autorità sanitarie che controllano a distanza sono notizie che corrono, e il rischio è appunto lo stigma. Chiunque si contagi non ha colpa, il virus ha una contagiosità elevata, a volte peró il comportamento scorretto non viene segnalato per paura di ripercussioni. Bisogna però dare un’informazione rassicurante, il loro è un atto di grande responsabilità, mentre ora è visto negativamente". 

L’appello, spiega Chironna, è a seguire le indicazioni date dalle autorità. "La quarantena è un modo per proteggere le persone più fragili, in cui l’infezione dà complicanze molto gravi, e andando in ospedale possono mandare in tilt i reparti, che potrebbero non essere in grado di garantire assistenza a tutti. Segnalazione alla Asl e quarantena vanno visti sotto un profilo di responsabilità civile nei confronti degli altri, oltre che essere un obbligo da seguire perché altrimenti si violerebbe la legge". 

"Si ha molta paura - prosegue l’esperta - generata dal fatto che le misure nelle regioni sono molto restrittive, le persone hanno percepito la paura perché molti pensano che le autorità sanitarie possano nascondere informazioni, cosa che non è vera. C’è una grande trasparenza da parte delle autorità sanitarie. Bisogna fidarsi della scienza, perche’ seguendo i comportamenti che la scienza suggerisce riusciremo a vincere, ma serve il contributo di tutti". 

"Il mio laboratorio si occupa di accertare tutti i casi sospetti, noi analizziamo la gran parte dei tamponi della regione - racconta Chironna - . Non solo facciamo una attività qui ma coordiniamo anche quella di una serie di presidi locali. Lavoriamo 18 ore al giorno, ormai abbiamo analizzato centinaia di tamponi. Oltre a questo, ci occupiamo della parte epidemiologica, alimentando i database nazionali. Si studiano le caratteristiche dei positivi come età, fattori di rischio, come hanno contratto il virus".