Era un ricercatore brasiliano. Arrestato perché spia russa

Diceva di essere un ricercatore brasiliano all'università di Tromso, dove si occupava di questioni artiche. Josè Assis Giammaria è stato arrestato dai funzionari di sicurezza norvegesi con l'accusa di essere una spia a servizio di Mosca I colleghi non riescono ancora a riprendersi dopo lo shock. "Non ce lo aspettavamo e stiamo ancora cercando di elaborare quello che è successo", dice un professore associato dell'università. Il rettore lo ha descritto come un ricercatore impegnato e socievole.

L'avvocato della difesa ha spiegato che l'uomo sta passando "un momento difficile". Anche se ha scelto di non fare ricorso alla decisione del tribunale distrettuale, "è chiaro che non sta capendo quello che sta succedendo" ha detto l'avvocato.

Era un ricercatore che si era integrato bene e che curiosamente aveva partecipato a un evento di formazione aperto a imprese e accademici per la difesa contro le minacce ibride organizzato a Vilnus, in Lituania, dalla rete europea sulle minacce ibride EU-HYBNET. Il progetto è finanziato dalla Commissione europea e riunisce esperti e parti interessate per identificare le necessità più urgenti che riguardano le minacce ibride.

Da giorni in Norvegia la caccia alle spie e ai sabotatori si è intensificata dopo una serie di arresti che hanno coinvolto alcune persone che pilotavano droni in prossimità di aeroporti e giacimenti di petrolio offshore.

Si tratta di un campanello d'allarme non solo per la Norvegia, ma per l'intera Europa, visto il peso che hanno le forniture norvegesi per l'intero continente ora che la dipendenza energetica dalla Russia si è ridimensionata.