"Era un uomo eccezionale e divertente, era sul set come nella vita". Veronica Pivetti ricorda il grande Gigi

Giuseppe Fantasia
·Journalist
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Hp (Photo: Hp)
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“Proietti? Forse dirò una banalità, ma poco importa essere banali in certi casi: era un uomo eccezionale e divertente, era sul set come nella vita e viceversa, una persona speciale con cui era bello lavorare e chiacchierare. Era un grande lavoratore, un uomo professionale e umano, educato e rispettoso. Aveva tutto per lavorare bene insieme. Quando lavori con dei grandi, è la cosa più facile del mondo”.

Tra i ricordi del grande mattatore della scena italiana scomparso oggi nel giorno del suo ottantesimo compleanno, c’è anche quello della collega Veronica Pivetti, raggiunta. “Nel 2002 presi il posto di Stefania Sandrelli nella fiction tv ‘Il Maresciallo Rocca’ e insieme lavorammo fianco a fianco fino alla sesta serie. Io interpretavo Francesca, l’insegnante di suo figlio innamorata di quell’uomo fin da quando aveva l’apparecchio ai denti, ma se all’inizio non veniva ricambiata, poi riuscì persino a sposarlo”.

“Ricordo quel periodo come uno dei momenti più belli della mia carriera e questo perché c’era lui sul set, un talento fuori dal comune che seguivo con passione da quando avevo cinque anni” aggiunge l’attrice e scrittrice di libri come ’Ho smesso di piangere, Mai all’altezza e Per sole donne, tutti pubblicati da Mondadori. “Mia mamma lo adorava e anche io ero pazza di lui: insieme lo guardavamo in tv, in quella tv ovviamente in bianco e nero di qualità che purtroppo oggi è solo un lontano ricordo”.

“Gigi – continua la Pivetti – sapeva fare tutto nel suo mestiere, una passione vera e propria che coltivava e arricchiva giorno dopo giorno. Recitava o dirigeva mettendoci tutto sé stesso, sempre, ogni volta. Era la sua ragione di vita. Si imponeva in ogni situazione con i suoi modi gentili e pacati e condiva il tutto raccontandoci spesso delle barzellette molto divertenti. Sapeva ridere e far ridere. Le persone che non sapevano ridere non gli piacevano. Aveva quel giusto mix di leggerezza e serietà che bisogna avere nella vita. È fondamentale”.

Cosa lascerà?, le chiediamo prima di salutarci. “Sicuramente un grande vuoto, ma soprattutto una nostalgia enorme, perché un talento del genere si posa soltanto una volta su un milione di persone. Per tutti noi italiani è stato un insegnamento davvero raro, la sintesi perfetta tra il saper fare un grande spettacolo e la vera cultura la cultura, un qualcosa di cui tutti abbiamo bisogno, oggi più che mai. Non dimentichiamolo mai”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.