Eranio sullo scudetto Milan: "Una cavalcata trionfale che vale doppio"

AFP

AGI - “Bravi tutti, Maldini e Massara scelte eccezionali”, “una vittoria che vale doppio, il Milan più forte degli errori arbitrali subiti”: queste le parole di Stefano Eranio, ex centrocampista del Milan negli anni '90, che in un'intervista con l'AGI definisce una “cavalcata trionfale” la conquista del 19mo scudetto. I complimenti di Eranio, oggi opinionista sportivo, vanno all'intero mondo rossonero: “Bravi tutti per la gestione e in primis Maldini e Massara che hanno fatto delle scelte eccezionali, prima fra tutte quella di non lasciare andare via Pioli. Anche nei momenti difficili, hanno sempre creduto in un progetto”.

L''aiuto' del Covid

Un percorso straordinario quello del Diavolo che secondo il 55enne ex giocatore genovese si è sviluppato e potenziato proprio durante la pandemia: "Il periodo Covid per i ragazzi è stata una fortuna perché sono riusciti a crescere senza le grandi pressioni del pubblico a San Siro", ha osservato Eranio, "i tifosi sono sicuramente un'arma vincente, ma spesso giocare davanti a un pubblico, crea 'ansia da prestazione'. In un contesto così, invece, alcuni giocatori, soprattutto i giovani in difficoltà, sono cresciuti, hanno lavorato bene e ottenuto risultati”.

Gli errori arbitrali

Per Eranio questo tricolore "vale doppio": "Al Milan è stato tolto tanto dal punto di vista arbitrale, era in credito di qualche punto, causa degli errori dei giudici in campo. Contro Spezia, Napoli, Udinese è stata svantaggiata, l'Inter agevolata per esempio a Torino. Milan è stato più forte della sfortuna e degli errori arbitrali, quindi ancora più soddisfacente. Una cavalcata trionfale”. 
Una stagione cominciata a gonfie vele per l'Inter, ancora gasata per il titolo di Campioni d'Italia 20/21 ma anche impegnata a dover gestire diversi importanti cambiamenti repentini sia in panchina, con l'addio di Conte, sia in campo, con le partenze di Lukaku e Hakimi: “A inizio anno davo favorita l'Inter per le mosse le mosse di mercato”, spiega il commentatore sportivo, “Inzaghi l'uomo perfetto per l'Inter, con Dzeko e Dumfries hanno preso le pedine giuste, quindi la davo per favorita anche perché in partenza sembravano inarrestabili”.

Tonali e Leao

L'ex allenatore delle Giovanili del Milan aveva comunque già intuito e intravisto dalla precedente stagione rossonera, del potenziale di crescita: “L'anno scorso c'è stato il ritorno in Champions del Milan, che faceva ben sperare. Il calcio è bello per questo, e anche in questo senso, più la vittoria del Milan vale doppio”.
Tra le rivelazioni della rosa rossonera, Eranio sceglie di elogiarne qualcuno in particolare: "Tonali, già si intravedeva ma ora è maturato, si è dimezzato lo stipendio pur di rimanere al Milan e solo i grandi possono farlo, perché conoscono il loro valore. Bisogna aspettarli certi giocatori e non dare giudizi affrettati".
Ottime le valutazioni anche per Leao: “si intravedeva grande potenziale e quest'anno esplosione incredibile. In giro per il mondo ce ne sono pochi come lui, strapotenza fisica, gioca in scioltezza e sempre con il sorriso sulle labbra, ha ancora margine di miglioramento, può diventare uno dei giocatori più forti al mondo.” Soddisfazioni anche tra i pali: “Maignan è stata una bella sorpresa. Dopo Donnarumma pescare un jolly del genere è stata una grandissima scelta.” Infine, a suo avviso, un'ottima stagione anche per Theo Hernandez: “E' migliorato anche in area difensiva”.

Ibra e Giroud

Ma chi sono i veri leader del Diavolo? “sicuramente i 2 piu anziani della rosa, punti di riferimento importantissimi. Avere ibra in campo anche agli allenamenti che ti stimola e ti sta addosso è un riferimento per i giovani. E in campo è un tutto fare. Anche Giroud, che non si può paragonare a Ibra come capacità e tecnica, è stato determinante, un grande uomo d'aria e l‘ha dimostrato. 
E sul futuro ancora incerto dello svedese: “mi auguro riesca a rimanere nel contesto Milan, lo terrei comunque in campo perché è uno stimolo per tutti, ma solo lui sa se può ancora farlo. Io credo che può ancora diventare determinante in partita anche a 41 anni. E poi come aiuto per il tecnico”.

La rivincita di Pioli

Stefano Pioli, approdato alla panchina del Milan due stagioni fa tra le critiche e i pregiudizi, ha conquistato il cuore dei tifosi. Da “Pioli out” a “Pioli on fire”, in un percorso esemplare che gli ha permesso di diventare il vero eroe dei rossoneri: “Pioli ha dimostrato di essere capace, di avere delle idee e di sapere come attuarle, ha migliorato il gruppo trovando un assetto migliore di questa squadra, è stato bravo e se lo merita. Una grande saggezza che non è da tutti” commenta l'ex allenatore della Primavera del Genoa “non bisogna necessariamente urlare per farsi ascoltare, Ancelotti lo dimostra. C'erano altre squadre che avevano qualcosa in più ma ha vinto lui. Mi auguro possa rimanere tanti anni alla guida del Milan”.


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