Ercolano, la moglie e la figlia di Palumbo scrivono una lettera di scuse ai parenti delle vittime

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Omicidio Ercolano
Omicidio Ercolano

“Non siete soli noi vi siamo vicini, addolorati e mortificati”, in una lettera scritta a mano, la moglie e la figlia di Vincenzo Palumbo esprimono tutto il proprio dolore e la vicinanza ai familiari dei due ragazzi uccisi a Ercolano.

Omicidio Ercolano, il dolore travolge anche la famiglia di Vincenzo Palumbo

Nel corso dell’omelia pronunciata durante i funerali di Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro i due ragazzi uccisi nella notte tra il 28 e il 29 ottobre a Ercolano – l’arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia, aveva descritto l’atroce dolore che aveva travolto i familiari delle giovani vittime, rivolgendo un pensiero anche a quello della famiglia di Vincenzo Palumbo:

“Oggi Gesù piange con noi l’insensatezza di questa morte – piange con noi per la fine terrena che una mano umana ha riservato a Tullio e Giuseppe, piange con noi per le famiglie che hanno perso un figlio e anche per quella che è stata improvvisamente sfasciata dalla violenza atroce di chi ha ucciso”.

Ercolano, lettera della moglie e della figlia di Palumbo

Un dolore che traspare dalla lettera scritta a mano dalla moglie e dalla figlia del camionista in carcere per l’omicidio di Tullio Pagliaro e Giuseppe Fusella e affidata a un parroco affinchè venga recapitata ai parenti delle vittime.

Una lettera di scuse, e al tempo stesso di vicinanza nel dolore che ha distrutto tante famiglie. Già nei giorni scorsi la moglie di Vincenzo Palumbo aveva chiesto scusa per l’insensato gesto di suo marito nella tragica notte in cui hanno perso la vita i due giovani.

Da quanto riferisce fanpage, la lettera non sarebbe stata ancora recapitata dal parroco ma il testo sta già circolando su tutti i media locali e nazionali. Di seguito alcuni passaggi.

Ercolano, la famiglia di Palumbo: ” Non siete soli, vi siamo vicini”

“Nonostante l’enorme macigno che vivete, la sofferenza e la rabbia, spero che queste parole possano essere accolte, perché sono state dettate dal dolore e dalla vergogna per un gesto inspiegabile e imperdonabile” scrivono le due donne in un passaggio della lunga lettera.

In un altro esprimono tutta la loro vicinanza ai parenti delle vittime:

“Non siete soli noi vi siamo vicini, addolorati e mortificati perché solo lontanamente possiamo immaginare quanto dolore si possa sperimentare nel non vedere ornare mai più una persona amata. Un dolore causato da un membro della nostra famiglia”.

Infine le scuse:

“Vi chiediamo enormemente scusa. Chi ha commesso questo gesto verrà punito dinanzi a Dio e davanti alla legge. Nonostante questo non potrà mai ridarvi la persona amata che avete perso, confidiamo che tale giustizia possa quietare i vostri animi e cuori che attualmente sono disperati e persi”.

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