Ercolano, trovato cervello vetrificato dall’eruzione del 79 d.C

Ercolano, trovato cervello vetrificato dall’eruzione del 79 d.C

Trovato a Ercolano un cervello “vetrificato” dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Le temperature raggiunte nell’occasione furono 100 mila volte superiori a quelle percepite nell’esplosione delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Uno studio condotto dagli archeologi dell’Università di Napoli ha aperto nuovi scenari sui dettagli della famosa eruzione.

Ercolano: scoperto cervello vetrificato

Si è vetrificato a causa dell’altissimo calore generato dall’eruzione del Vesuvio: così si è conservato il cervello di una delle vittime del famoso disastro del 79 d.C. Le temperature raggiunte sono state 100 mila volte superiori al calore prodotto dalle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki. È quanto riscontrato dagli archeologi dell’Università di Napoli.

I ricercatori hanno condotto un nuovo studio su un centinaio di scheletri ritrovati sulla costa di Ercolano. Si tratta delle persone che, come ipotizzato, si erano rifugiate lì per non essere riuscite a scappare. I risultati emersi hanno portato alla luce nuovi dati sulla famosa eruzione. “C’erano alte concentrazioni di ferro, che potrebbero indicare i fluidi corporei evaporati, e numerose fratture nelle ossa, prove dell’esposizione a picchi di calore improvvisi, nonché crepe nelle calotte craniche”, hanno spiegato i ricercatori. Un corpo ha però attirato l’attenzione degli archeologi: accanto al cranio della vittima, giacevano alcuni resti di materia grigia. Gli studiosi hanno chiarito che il tessuto cerebrale si sarebbe “saponificato” per il calore, per poi vetrificarsi. Da questa scoperta i ricercatori hanno dedotto che le temperature prodotte avrebbero raggiunto i 520 gradi centigradi, ben più di quanto stimato da un precedente studio.

Alcuni studiosi, tuttavia, non concordano con i colleghi dell’Università di Napoli. Un calore inferiore avrebbe potuto semplicemente “cuocere” i corpi delle vittime, spiega Tim Thomson dell’Università del Teesside. In ogni caso, le nuove ricerche potranno chiarire nuovi dettagli della famosa eruzione.