Erdoğan mediatore, Mosca conferma: "Rientriamo nell'accordo sul grano"

Il Cremlino ha ricevuto garanzie scritte dall'Ucraina sull'inammissibilità dell'uso del "corridoio dei grano" per azioni militari contro Mosca.
La Russia conferma, quindi, che riprenderà la partecipazione all'accordo sul grano: lo riporta l'agenzia russa Ria Novosti.

"La Federazione Russa considera sufficienti le garanzie ricevute e riprende l'applicazione dell'accordo per il trasporto sicuro di grano e cibo dai porti ucraini, interrotto in seguito agli attacchi terroristici a Sebastopoli".

Anche stavolta il "Grande Mediatore" è stato il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Ha comunicato la notizia al suo ingresso al Parlamento di Ankara.

"Dopo la telefonata di ieri con Putin, il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha chiamato il nostro ministro della Difesa, Hulusi Akar, e lo ha informato che le spedizioni di grano continueranno, dalle ore 12.00 di oggi, come previsto".

Il presidente turco ha poi affermato che l'accordo darà priorità alle spedizioni verso i Paesi africani, tra cui Somalia, Gibuti e Sudan, in linea con la preoccupazione della Russia, secondo cui la maggior parte del grano avrebbe potuto raggiungere le nazioni più ricche, in particolare quelle europee, e non i Paesi più bisognosi.

Mosca aveva ritirato la sua partecipazione all'accordo per il trasporto del grano all'inizio di questa settimana, dopo che le navi della sua flotta del Mar Nero, a Sebastopoli, sarebbero state attaccate, sabato scorso, da presunti droni ucraini.

Erdoğan mantiene un rapporto privilegiato con Vladimir Putin e ha parlato al telefono con il presidente russo subito dopo il ritiro unilaterale della Russia dall'accordo per il trasporto del grano.