Erdogan contro l'Occidente: "Schierato con i terroristi"

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Recep Tayyip Erdogan non risparmia critiche all'Occidente, accusandolo di essersi schierato "al fianco dei terroristi" contro la Turchia per le critiche rivolte ad Ankara dopo l'avvio dell'ultima operazione contro i miliziani curdi nel nord della Siria. "Tutto l'Occidente è stato al fianco dei terroristi e tutti insieme ci hanno attaccato - ha detto il leader turco citato dai media locali dopo il suo intervento al Trt World Forum a Istanbul - Tutti loro, compresi i Paesi della Nato, quelli dell'Unione Europea". 

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Nel suo discorso il presidente turco ha ribadito che non si siederà al tavolo dei negoziati con i "terroristi", come Ankara considera i miliziani curdi siriani. Erdogan è anche tornato a contestare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: "Non è né umano né giusto che decisioni cruciali a livello globale, che riguardano milioni di persone, siano in mano solo ai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza Onu - ha detto - Lo ripetiamo: al mondo siamo più di cinque". 

Erdogan ha poi annunciato che la Turchia prenderà "misure necessarie" nel nordest della Siria dopo l'incontro previsto per domani a Sochi con Vladimir Putin. "Parleremo di questo processo con Putin e poi faremo i passi necessari", ha detto Erdogan, respingendo le accuse mosse alla Turchia di avere "mire espansionistiche" in Siria. 

Nelle dichiarazioni riportate dai media locali, il leader turco è tornato a insistere sui timori di Ankara per la "sicurezza". "Altri possono avere interessi differenti in Siria, Iraq, Afghanistan, Libia, Africa e Balcani", ha accusato Erdogan, puntando il dito contro chi "crede che una goccia di petrolio sia più preziosa di una goccia di sangue". 

Quanto agli Stati Uniti, "ci aspettiamo che questa volta i nostri alleati americani rispettino le promesse'', fatte con l'accordo per la cosidetta 'zona sicura' e il ritiro dei miliziani delle Unità di protezione del popolo curdo (Ypg), ha detto il leader turco, spiegando che sono 765 i militanti dell'Ypg finora ''neutralizzati'' nel corso dell'Operazione Fonte di pace in corso dal 9 ottobre. 

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