Erdogan provocatore Nato. Il Sultano mina vagante del summit di Londra

Umberto De Giovannangeli

Nato, 70 anni portati male. Celebrati tra polemiche, con in prima linea Emmanuel Macron, dottore che ne diagnostica la “morte cerebrale”; Donald Trump, tycoon di Washington che s’inalbera e continua a battere cassa; Recep Tayyip Erdogan, “sultano” di Ankara sorvegliato speciale che minaccia chiunque tra gli alleati osi sostenere i “terroristi” curdi e continua a mantenere il piede in due scarpe, tra Nato e Russia.

Il vertice di Londra non nasce con i migliori auspici. “Penso che sia stato molto offensivo, sono rimasto molto sorpreso, è stato molto irrispettoso” è la dichiarazione con cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump critica le parole di Macron sulla Nato in stato di “morte cerebrale”. Si è trattato di “una dichiarazione molto, molto sgradevole per gli altri 28 Paesi” della Nato, ha aggiunto Trump, prima del bilaterale a Londra con il segretario generale dell’Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg. Se non fosse stato già abbastanza tranchant, il tycoon rincara la dose: “Nessuno più della Francia ha bisogno della Nato e francamente chi ne beneficia meno sono gli Stati Uniti”, è l’opinione di The Donald, che rinnova la sua lamentela sul fatto che Washington paghi un contributo “sproporzionato” all’Alleanza. “Non è giusto trarre vantaggio dalla Nato e trarre vantaggio dal commercio... Non possiamo lasciare che ciò accada” è il mantra, dito puntata contro l’Unione europea. Ci sono invece elogi per Stoltenberg - “un lavoro fantastico” - che spinge perché tutti gli alleati rafforzino la spesa per la difesa, ma Trump sottolinea come questi incrementi trascurino però i mancati pagamenti degli anni passati.

Al vertice di Londra l’osservato speciale è Erdogan, che è arrivato al summit facendo la voce grossa. La Turchia bloccherà i piani Nato per la difesa di Polonia e Paesi baltici se gli Alleati non riconosceranno come terroriste le milizie curdo-siriane Ypg, ha annunciato prima della partenza....

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