Ergastolo al filantropo Kavala in Turchia, HRW: “Processo farsa”

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Roma, 26 apr. (askanews) – L’imprenditore e filantropo Osman Kavala è stato condannato all’ergastolo da una corte in Turchia nel quadro del processo per le proteste di Gezi Park, avvenute a Istanbul nel 2013.

Figura di spicco della società civile turca, difensore dei diritti umani, Kavala, ricorda France Presse, è accusato, tra l’altro, di aver tentato di far cadere l’esecutivo di Recep Tayyip Erdogan finanziando le manifestazioni anti-governative di Gezi Park. I suoi avvocati hanno sostenuto sia che mancano le prove dell’accusa, sia che il processo a suo carico, eminentemente politico, è stato una prova di accanimento.

Emma Sinclair-Webb, direttrice associata di Human Rights Watch Europa e Asia Centrale:

“É profondamente scioccante. Penso che sia una decisione molto provocatoria, che, sicuramente, non viene da questo tribunale, ma dal palazzo. Questo è stato un processo politico dall’inizio alla fine. È un processo farsa, come lo chiamiamo noi, perché non ci sono delle prove. É un atto di sfida contro il Consiglio d’Europa, e non solo contro gli imputati”.

Editore di 64 anni, Kavala, che ha sempre respinto le accuse, è in carcere da quattro anni e mezzo nella prigione di massima sicurezza di Silivri, vicino Istanbul. Sette co-imputati sono stati condannati a 18 anni di prigione, accusati di averlo aiutato. Secondo Akcay Tasci, avvocato di Mucella Yapici, Can Atalay e Tayfun Kahraman, è stato gettato fango sulle proteste a Gezi Park, come se fosse stato un movimento organizzato e finanziato all’estero.

“Certamente faremo ricorso contro questa decisione di arresto. Porteremo questo caso alla Corte d’appello. Attenderemo la giustificazione della decisione, riteniamo che non ci sia nessuna giustificazione per un simile verdetto, ma per andare alla Corte d’appello dobbiamo aspettare questa decisione”

Il giorno dopo la sentenza, gli Stati Uniti, tramite il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price, si sono detti profondamente “turbati e delusi” per le sorti di Kavala e hanno chiesto il suo immediato rilascio, in linea con le sentenze della Corte europea dei diritti umani.

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