Ergastolo, M5s: con sentenza Consulta a rischio sicurezza

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Roma, 23 ott. (askanews) - "Le mafie vanno combattute con determinazione e questo non significa mancare di rispetto al detenuto, ma mandare un messaggio chiaro e forte, che era quello lanciato da Falcone nel 1991 quando scrisse l'articolo 4bis: lo Stato contrasta con ogni forza la mafia e l'ergastolano potrà accedere a questi benefici solo collaborando con la giustizia". Lo dichiarano i parlamentari del MoVimento 5 Stelle della commissione parlamentare Antimafia, dopo che la Corte Costituzionale "ha stabilito l'illegittimità dell'ergastolo ostativo. Parliamo dell'articolo 4bis, comma 1, dell'Ordinamento penitenziario, voluto dal giudice Giovanni Falcone, che non prevede la concessione di permessi premio in assenza di collaborazione con la giustizia per gli ergastolani definitivamente accusati di omicidi in ambito mafioso, collegati all'associazione mafiosa o finalizzata al traffico di droga, ai reati legati alla pornografia o alla prostituzione minoril".

Dopo la sentenza, prosguono i deputati M5s, "il concedere o meno il permesso o la libertà condizionale ad un mafioso che non ha mai voluto collaborare, sarà esclusiva responsabilità del giudice di sorveglianza. Per noi i diritti della persona sono una priorità, ma lo è anche tutelare la memoria delle vittime di mafia, delle loro famiglie e soprattutto di chi ha perso la vita in nome della Costituzione", concludono i parlamentari del MoVimento 5 Stelle.