Ergastolo ostativo, Antigone: ribadita funzione rieducazione pena -2-

Red/Gtu

Roma, 23 ott. (askanews) - "In attesa di leggere nel dettaglio le motivazioni della sentenza, la Corte ribadisce anche l'importanza del ruolo delle istituzioni penitenziarie e della magistratura di sorveglianza. Nessun mafioso infatti uscirà ", sottolinea ancora Gonnella, spiegando: "Con questa decisione, così come con quella della Cedu, si restituisce alla magistratura il potere di decidere, caso per caso, se per un detenuto condannato per reati di mafia sussista ancora il criterio di pericolosità sociale e quindi se possa essere idoneo o meno ad usufruire di permessi premio".

Infatti "per assumere questa decisione la magistratura di sorveglianza - come si legge nel comunicato della Corte Costituzionale - dovrà basarsi sulle relazioni del carcere, nonché sulle informazioni e i pareri di varie autorità, dalla Procura antimafia o antiterrorismo al competente Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica2.

"Ci auguriamo - conclude Gonnella - che questa doppia decisione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e della Corte Costituzionale venga recepita dai decisori politici in nome del principio di legalità costituzionale".