Ergastolo per Giuseppe Panascia, colpì a morte la consorte nel 2018

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Nella giornata del 17 luglio la Procura della Repubblica di Ragusa ha ufficialmente chiesto l’ergastolo per il 75enne Giuseppe Panascia, l’uomo che l’11 ottobre del 2018 uccise la moglie Maria Zarba fracassandole il cranio poiché non riusciva ad accettare la recente separazione avvenuta tra i due. A ritrovare il corpo senza vita della donna fu all’epoca il nipote che viveva nella stessa abitazione. A seguito delle indagini l’uomo è attualmente l’unico imputato per la morte della 66enne.

Uccise la moglie, ergastolo per Giuseppe Panascia

All’epoca le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Ragusa Giulia Bisello, condussero quasi immediatamente all’uomo, ex collaboratore tecnico in una scuola superiore della cittadina siciliana, in seguito accusato formalmente di omicidio dopo i risultati degli esami autoptici condotti sul corpo della vittima e gli esami scientifici condotti sulla scena del delitto.

La richiesta di ergastolo è stata presentata dal pubblico ministero Francesco Riccio davanti alla Corte d’Assise di Siracusa, dove lo scorso anno era iniziato il processo a carico dell’uomo. Il movente dell’omicidio è da ricondurre alla volontà del 75enne di non accettare l’avvenuta separazione con la consorte, tanto che durante le deposizioni in tribunale lo stesso Panascia ebbe modo di affermare che: “Eravamo separati, ma non col cuore”.

Dichiarazioni che contrastavano con quelle rilasciate invece dai nipoti i quali hanno affermato come la donna, molto conosciuta e benvoluta in città per la sua attività di ministrante laica, non volesse più in casa il marito, aggiungendo come abbiamo litigato fino alla sera prima del delitto.