Eriksen, tocca a te: Conte pronto a cambiare, come con Pirlo e Fabregas

Angelo Taglieri

E' arrivato a gennaio ed è stato il colpo del mercato invernale. Poi, sul campo, qualche difficoltà, tattica e di ambientamento, com'è normale che sia, ma anche qualche bagliore di classe, come quella traversa nel derby rimontato che ha rischiato di far esplodere di gioia la San Siro nerazzurra. Christian Eriksen ha vissuto in solitudine la quarantena, aveva pensato di trasferirsi da Lukaku, poi non se n'è fatto nulla: una situazione strana, non banale, ma che può solo aver fortificato il trequartista dell'Inter. Che ora è pronto a dire la sua. 

I CAMBI DEL PASSATO - Antonio Conte è uno che, nella sua carriera da allenatore, ha dimostrato di saper cambiare idea. Integralista? Non proprio: sì, il 3-5-2 è il modulo preferito, ma tutti ricorderete il 4-2-4 con il quale aveva iniziato. Pirlo sembrava un giocatore non adatto al suo calcio, ma ne è stato cardine fondamentale. In Inghilterra, altra variazione: da 3-5-2 a 3-4-3 e anche lì la 'rivalutazione', con Cesc Fabregas che sembrava non potesse starci nel suo calcio. E invece... "convincere Conte è stata una delle soddisfazioni più grandi della mia carriera".

ORA TOCCA A LUI - Ecco, Antonio Conte è pronto a cambiare ancora qualcosina per lanciare il trequartista svedese, punto ferma di Ajax prima e Tottenham poi. Da 3-5-2 a 3-4-1-2, ecco il pensiero che sta prendendo forma nella testa di Conte: un centrocampista in meno e un giocatore lì, libero di muoversi tra le linee. Cambiano i moduli, non le idee, che sono le uniche che contano. E in quelle idee, con il suo stile, Eriksen può starci. Pirlo nella Juve di Conte, Fabregas nel Chelsea di Conte e ora tocca a Eriksen nell'Inter di Conte. Perché del resto, la qualità sta bene ovunque.