Ermanno Scervino: “La bellezza non guarda al passato”

(Adnkronos) - "La bellezza oggi è qualcosa che non guarda al passato, qualcosa privo di nostalgia". Parola di Ermanno Daelli, fondatore, assieme a Toni Scervino, di Ermanno Scervino, che per la prossima primavera estate tratteggia una donna raffinata ed eterea, vestita di mini abiti sottoveste e pizzo, maglie dai volumi over e abiti pantalone. Capi eleganti e iper femminili, in un gioco di equilibri che mixano tecnologia e sartorialità. "Il passato è solo un punto di partenza - dice lo stilista nel backstage della sfilata - oggi la bellezza guarda alla tecnologia e alla diversità, è un concetto completamente diverso dal passato". Il Dna della collezione si fonda proprio su questi valori: artigianalità e riconoscibilità, due elementi che, spiega lo stilista, "creano un’alchimia completamente diversa rispetto a quello che ho fatto e che è stato".

Cinquanta le uscite in passerella, tra decorazioni floreali naif che si arrampicano sui miniabiti lingerie e sui trench coat in pelle, passando per la camicetta abbinata agli shorts di pelle, o ai maxi bomber ricamati, fino all’elemento sporty chic dei parka con maxi tasche o dei panta cargo in satin. Il camouflage? E’ very chic perché ricoperto di preziose paillettes. "Mi sono ispirato a tutte le donne - racconta Ermanno Daelli - per loro nutro un grande rispetto. Spero che indossando questi capi si sentano meglio e a loro agio. Ho voluto dare alla collezione un senso di pacatezza, creando capi con i quali sentirsi bene con sé stesse".

La palette è un crescendo di emozioni: dal grigio del gessato di cristalli alle tonalità pastello fino ai tradizionali bianchi e beige "che hanno qualcosa di magico" assicura lo stilista, arrivando ai neri. E poi il rosa confetto, il giallo citrino e l’azzurro. Lato accessori, torna Maggie, borsa iconica della maison e debuttano minibag colorate. Ai piedi, invece, largo a stivali a tacco alto, sandali flat e boots texani. Dal front row Olivia Palermo, Valeria Mazza e Filippa Lagerback applaudono soddisfatte.

(di Federica Mochi)