Ermini: accuse Palamara? vicepresidente Csm non è per concorso

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Firenze, 23 nov. (askanews) - "Una volta eletti, i membri del Csm devono recidere il cordone ombelicale con le correnti. Non possiamo permettere che esista un rapporto preferenziale con chi li ha eletti, a seconda che sia destra o sinistra. Non ci devono essere maggioranze precostituite". Così David Ermini, vicepresidente del Csm, intervistato alla Festa de Il foglio a Firenze. "Le nomine dei membri devono essere chiare e trasparenti, sul merito, non sull'appartenenza. I consiglieri -ha continuato Ermini- non possono avere condizionamenti esterni. I membri del Csm lavorano bene se sono liberi e non possono subire alcun tipo di pressione. Quanto al vicepresidente, una volta eletto, non ha rapporti fiduciari con chi lo ha eletto. Risponde solo alla Costituzione, al presidente della Repubblica".

Tirato in ballo sulle accuse di Luca Palamara, Ermini ha replicato: "non rispondo minimamente, non posso parlare di indagini in corso. Ma il vicepresidente del Csm certo che è frutto di un'elezione di tipo politico. Certo che ci sono degli accordi. I magistrati lo eleggono insieme ai non togati. Anche il mio predecessore Legnini arrivò da una votazione politica. Tutt'altra storia è quella dei membri del Csm: non sono nomine, sono concorsi veri e propri, su titoli, non ci possono essere accordi sui concorsi, si andrebbe contro la legge. Quelli sono concorsi, non dobbiamo confondere. Non ci sto a far confondere l'elezione del vicepresidente con quello dei membri", ha concluso Ermini.