Ermini (Csm): per magistrati rigoroso self-restraint nell'uso social -2-

Red/Gtu

Roma, 25 set. (askanews) - Quindi "i magistrati devono anzitutto essere e apparire estranei a centri di interesse. Non è sufficiente - ha avevrtito Ermini -l'insussistenza di ragioni di incompatibilità intranee al singolo procedimento (vale a dire la sola mancanza di interessi privati nell'ambito dei procedimenti trattati), ma occorre più in generale che il magistrato non possa essere accostato, per la condotta tenuta o per le opinioni manifestate, a categorie, gruppi, enti o persone esponenziali di interessi dei quali si potrebbe chiedere la tutela in giudizio. Sotto tale profilo è necessario l'assoluto rispetto della deontologia professionale e la rigorosa osservanza della regola di sobrietà dei comportamenti".

E "la sobrietà dei comportamenti impone particolarmente, nel tempo attuale, un rigoroso self-restraint nell'uso dei social e delle mailing-list". "Come ha sottolineato il Capo dello Stato in occasione dell'inaugurazione dei corsi di formazione della Scuola Superiore della magistratura per l'anno 2019, si tratta di strumenti che - ha ricordato Ermini - se non amministrati con prudenza e discrezione, possono vulnerare il riserbo che deve contraddistinguere l'azione dei magistrati, e potrebbero offuscare la credibilità e il prestigio della funzione giudiziaria".