Ermini: i magistrati devono essere estranei a centri di interesse

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Roma, 26 feb. (askanews) - "I magistrati devono anzitutto essere - e apparire - estranei a centri di interesse". Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura (Csm), David Ermini, nel corso dell'incontro al Quirinale per la presentazione dei magistrati ordinari in tirocinio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

"Non è sufficiente l'insussistenza di ragioni di incompatibilità intranee al singolo procedimento (vale a dire la sola mancanza di interessi privati nell'ambito dei procedimenti trattati), ma occorre più in generale che il magistrato non possa essere accostato, per la condotta tenuta o per le opinioni manifestate, a categorie, gruppi, enti o persone esponenziali di interessi dei quali si potrebbe chiedere la tutela in giudizio", ha detto Ermini.

"E' poi indispensabile l'assoluto rispetto delle regole di deontologia professionale e la silenziosa osservanza dei canoni di sobrietà e discrezione dei comportamenti", ha detto ancora il vicepreisdente del Csm. "I magistrati devono rifuggire da ogni tentazione di esibizionismo; non devono cercare visibilità e men che meno la notorietà; essi devono svolgere le funzioni e condurre la propria vita all'insegna della prudenza e della discrezione, della serietà, dell'equilibrio, della compostezza, del riserbo. Queste modalità di comportamento - apparentemente improntate all'umiltà e alla modestia, ma in realtà dettate dalla consapevolezza della rilevanza della funzione - sono l'impegno che ogni magistrato deve profondere per guadagnare la quotidiana conferma del riconoscimento pubblico del prestigio e della credibilità propria e dell'ordine cui appartiene. E costituiscono l'unità di misura dell'affidamento sociale nell'autonomia e nell'indipendenza della magistratura".