Errani (Art1): discussione su Autonomia sequestrata, si fermino

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Roma, 22 lug. (askanews) - "Il modo in cui si sta facendo la discussione sull'autonomia differenziata è profondamente sbagliato. Manca la trasparenza, è una discussione sequestrata: non conosciamo i documenti, se non una vecchia stesura di bozze di intese del febbraio 2019, e non sono coinvolte né tutte le regioni né tantomeno il Parlamento. È un errore gravissimo". Così il senatore di Articolo Uno Vasco Errani in una nota.

"Stiamo parlando di una questione fondamentale che attiene all'assetto istituzionale del Paese e assistiamo ad una discussione senza conoscere nemmeno i termini reali. Così non è possibile andare avanti. Basta guardare ciò che hanno scritto in questi mesi UPB, Corte dei Conti e il Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi di Palazzo Chigi. In quei documenti, in forme diverse - spiega Errani - si afferma che se l'autonomia differenziata viene portata avanti senza una legge quadro che fissi i limiti delle legislazioni regionali sulle materie in discussione, senza i LEP e conseguentemente i fabbisogni standard, senza alcun riferimento e aggancio alla legge 42 del 2009 sul federalismo fiscale questo processo non reggerebbe e le conseguenze sarebbero molto serie: dalla tenuta dei conti alla tenuta del sistema istituzionale così facendo di fatto si metterebbero in discussione diritti fondamentali dei cittadini. Insomma ci sono problemi di fondo non risolti. Si vuole ignorare tutto questo?".

Prosegue il senatore di Articolo Uno: "Come è possibile assicurare, come afferma il Presidente del Consiglio, un equilibrio per l'intero Paese senza questi riferimenti fondamentali? Il terzo comma del 116 non può essere attuato senza un quadro equilibrato e a garanzia dei cittadini di tutto il Paese: questo è il punto, diversamente si parla di altro. Nuove regioni a statuto speciale? Una secessione mascherata? Una forma indiretta di redistribuzione dei cosiddetti residui fiscali? Non è certo questo lo spirito del terzo comma del 116, come è ovvio a tutti". Si conclude la nota del senatore Errani: "Andare avanti per questa strada non si può, fermatevi. È il momento di rimettere con i piedi per terra questa discussione e avviare un confronto compiuto e serio. Da questo punto di vista le forzature e le minacce non possono che portare problemi e danni al Paese".