Esa: un gemello digitale della Terra per simulare scenari futuri

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Image from askanews web site
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Roma, 1 ott. (askanews) - Simulare il pianeta per immaginarne il possibile futuro. Mettere insieme tutti i dati che ci vengono dai satelliti, sia in real time che storici, con i dati terrestri che sono fondamentali "in un grande calderone di computazione grazie ai supercomputer e all'intelligenza artificiale e arrivare a fare un modello digitale della terra. Che deve essere preciso, dinamico e che ci permetta non solo di monitorare cosa sta succedendo o capire cosa è successo negli ultimi anni ma anche di prevedere l'evoluzione. E dare questo strumento a dei decision makers che siano visionari, che abbiano una visione per il bene del pianeta". È l'obiettivo del grande programma Digital Twin Earth di cui ha parlato oggi Elena Grifoni-Winters, Capo Gabinetto del direttore generale dell'Agenzia spaziale europea, nel corso dell'evento - "Il pianeta che cambia - Uno sguardo dall'alto" - organizzato da ESA, Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Università di Milano, in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, parte delle iniziative nell'ambito della Pre-COP.

Si tratta di un programma "estremamente complesso" che "non potrà essere solo europeo ma globale", perché il cambiamento climatico è un problema globale, per il quale serviranno "decine di miliardi di euro e che si svilupperà nella prossima decade e sarà quindi pronto tra 10 e più anni". "Avremo bisogno di tecnici, scienziati, ingegneri, di ragazzi che abbiano motivazione a studiare materia scientifiche per costruire un futuro sostenibile e di pace". Perché, ha aggiunto, gli strumenti spaziali offrono dati di osservazione fondamentali, ma "osservare non basta più. Bisogna fare qualche cosa di nuovo, mettere insieme dei sistemi che ci aiutino a ridurre o almeno a contenere questa evoluzione pericolosa del nostro clima".

Grifoni-Winters ha ricordato che l'ESA è il portale dell'Europa nello spazio a tutto campo e che l'Italia, oltre a essere il terzo Paese contributore, offre un importante contributo intellettuale fatto di scienza e di tecnologia. Il budget annuale che l'Europa investe nello spazio è di 6,5 mld di euro, pari a un costo di 12 euro l'anno per ogni cittadino europeo.

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