Esce dal coma e ricorda solo i Coldplay

Filippo Panza
(KIKA) - SYDNEY - Grandi progetti per i Coldplay, che dall'uscita del loro ultimo album Mylo Xyloto, hanno deciso di lavorare sulle loro performance live. Eccoli sul palco a Sydney, tappa del loro tour. A partire da domani sara' disponibile il DVD Coldplay Live 2012, una raccolta-collage dei loro concerti migliori di quest'anno. Per l'occasione è stato rilasciato un nuovo singolo, Up In Flames

Miracoli della musica. O misteri della memoria. Entrambe le definizioni calzano a pennello alla storia di Ed Buckley. Questo ragazzo inglese, dopo essere stato investito da un taxi, è finito in uno stato di coma profondo. La situazione sembrava disperata e incontrovertibile. Incredibilmente, però, dopo sei mesi, il 22enne studente universitario di Leeds si risveglia. E lo sorprese non finiscono qui. Ed, infatti, all’inizio non era più in grado di parlare, camminare o svolgere anche i compiti più elementari. Non riconosceva nemmeno gli amici e i parenti. Il danno cerebrale, inoltre, gli aveva causato la perdita della memoria profonda. Non ricordava più nulla. Tranne una cosa. Le canzoni dei Coldplay, il celebre gruppo britannico di alternative rock da oltre 50 milioni di dischi. Il ragazzo inglese, sedutosi al pianoforte, infatti, da subito non ha avuto difficoltà ad intonare i pezzi dei suoi idoli musicali. Da lì è cominciata una lenta ripresa. Così Ed Buckley è riuscito nei mesi scorsi a superare i disturbi post-traumatici legati al coma. E ha coronato un grande sogno. Chris Martin, il leader dei Coldplay, l’ha voluto incontrare di persona. Chissà quanti fan ora lo invidiano.

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Non è la prima volta che i legami tra la musica e il coma riempiono le pagine dei giornali e commuovono l’opinione pubblica. Anche in Italia. Il caso più famoso è quello di Gianluca Sciortino, il ragazzo che nel 1992, a soli dieci anni, fu colpito da un’emorragia cerebrale. Dopo quarantuno giorni di completa incoscienza, si risvegliò sulle note di “Dimmelo tu cos’è” di Antonello Venditti. L’episodio ebbe una grande eco mediatica, anche perché il padre di Gianluca era il tour manager del cantante romano. E’ stata perfino girata una fiction dal titolo “In nome del figlio”. E nel 2010 il ragazzo, oggi 31enne, ha anche pubblicato un album “Un giorno di dicembre” in cui attraverso la musica racconta la sua storia.

Era, invece, il 2009 quando Domenico Bilotta, un bambino crotonese di 9 anni, è uscito da uno stato di  coma durato  3 mesi, conseguenza di un grave incidente stradale. A risvegliarlo è stata la mamma che cantava “La forza mia”, brano di Marco Carta. Il cantante sardo, di cui Domenico è naturalmente un grande fan, l’ha voluto incontrare prima di un concerto. E’ stata, invece, “Mamma mia” degli Abba a riportare nel mondo dei vivi la piccola Layla, una bambina di 5 anni originaria dell’Essex, caduta in coma a causa di un attacco di meningite. E gli esempi potrebbero continuare.

La scienza non è riuscita a dare una risposta precisa sui benefici della musica in relazione al coma o a particolari stati vegetativi. Molti sono scettici e non credono che una canzone possa salvare la vita di una persona. D’altro canto il meccanismo per il quale i pazienti, anche molto gravi, all’improvviso tornano ad essere coscienti è ancora da studiare in tutta la sua complessità. La vicinanza delle persone care, le voci e i suoni familiari sono sicuramente stimoli positivi. E una canzone, a volte, può anche dare una mano.

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