Esce docufilm sulle Foibe, Abdon Pamich: "Chi nega tragedia è in malafede"

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Novant’anni e non sentirli. Fa la spesa, prende l’autobus, si ferma a parlare con i vecchi amici del quartiere e ha ancora ricordi nitidi della sua gioventù felice, ad Albona d’Istria, prima di un dramma che ha portato tanti italiani, come lei, a fuggire lontano dalle proprie terre. Per sopravvivere. Questa la storia di Giovanna Martinuzzi, esule giuliano dalmata, raccontata in un docufilm sulle Foibe, in uscita a fine febbraio, voluto e realizzato da Asi (Associazioni Sportive e Sociali Italiane) Comitato Regionale del Lazio, in collaborazione con la Regione Lazio.

"Aveva meno di 14 anni - si legge nella storia - quando la mamma, della quale ricorda la folta chioma scura, venne portata via dalle guardie titine. Non si ebbero notizie fin quando tornò a casa. Con i capelli completamente bianchi. Giovanna Martinuzzi, tanti anni fa maestra di scuola nel Quartiere giuliano-dalmata di Roma, la città dove trovò rifugio, è una delle protagoniste di un documentario sul dramma degli esuli".

Sullo sfondo di una storia tanto triste quanto sottaciuta per anni, c’è la Corsa del Ricordo che, ogni anno, si corre lungo le strade del quartiere. Si alternano i personaggi di questa storia con testimonianze emotivamente forti e profonde. Dagli organizzatori della corsa ai rappresentanti delle comunità. Testimonianze, storie di esuli come quella di un campione come Abdon Pamich, in fuga da Fiume con il fratello Giovanni via terra. Un passaggio di fortuna su un camion, un treno, un campo di raccolta lontano dalla sua amata terra, nel 1947. Camminatore, sin da ragazzino, conquisterà l’oro alle Olimpiadi di Tokyo nel 1964 nella Marcia. Pamich si è sempre impegnato per la conservazione della memoria storica della comunità giuliano-dalmata in Italia. E con questo docufilm, prosegue la sua opera.

"Sono iniziative lodevoli e importanti, che servono. Tutto è utile per ricordare una simile tragedia", dice all'Adnkronos Abdon Pamich l'oro olimpico a Tokyo 1964. "Qualcuno ancora nega o sminuisce quella tragedia? Purtroppo esiste qualcuno che nega l'esistenza del sole, se chi dice ciò non fosse in malafede si documenterebbe. E' assurdo che ci sia chi sostiene una tesi contraria. Anche molti croati e sloveni hanno parlato delle persecuzioni che ci sono state...", conclude Pamich.

"Sarò una delle voci di questo docufilm. Un'iniziativa molto bella che consentirà a tante altre persone di conoscere e di celebrare il Giorno del Ricordo. Un'iniziativa nell'iniziativa visto che anche quest'anno si disputerà l'ottava edizione della Corsa del Ricordo - inserita nelle commemorazioni istituite dal Governo Italiano per ricordare la tragedia delle foibe e l’esodo delle popolazioni italiane da Fiume, dall’Istria e dalla Dalmazia - in modalità virtuale", dice all'Adnkronos Carla Cace, presidente dell’Associazione Nazionale Dalmata, commentando l'uscita del docufilm sulle Foibe, incentrato sulla Corsa del Ricordo e sulla storia degli esuli giuliano dalmati.

"L'ho vista nascere questa manifestazione - racconta - una rivoluzione culturale sin dalla prima edizione. Fra le tante iscrizioni giunte in questi giorni anche una proveniente da New York dove un podista di origini dalmate, Ellis Tommaseo, correrà i suoi 10 km nelle strade della ‘Grande Mela’. Sia la corsa che questo documentario in uscita sono iniziative fondamentali per costruire una memoria comune". "Il docufilm, poi, rimarrà come testimonianza fisica e materiale in un anno così sfortunato e particolare. Possiamo dire che anche stavolta nonostante la pandemia, abbiamo vinto un'ulteriore sfida", conclude Carla Cace.