Esce il nuovo singolo di Mannarino “Ballabylonia”

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Image from askanews web site
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Milano, 13 ott. (askanews) - Dopo Africa che ha aperto il nuovo progetto di Mannarino e Cantarè, arriva "Ballabylonia" che racconta la storia di una ragazza della giungla attirata dalle luci della grande città, del villaggio globale. È una Iracema contemporanea e futura, che a suo modo affronta il grande serpente, viene avvolta dalle sue spire in una danza frenetica ed elettrica. L'euforia al neon maschera pericoli e fregature, è un altro tipo di giungla, ma molto più pericolosa. E così quello che sembrava un amore si rivela uno sfruttatore, e Miss Lova Lova diventa Miss Loca Loca, una "garota de Ipanema" sotto ad una doccia ghiacciata, con tante lingue diverse nella testa che non dicono niente, e il suono più comprensibile e significante ad un tratto sembra quello del tamburo lontano della sua tribù.

La cover del disco raffigura una donna combattente, guerriera. L'immagine è l'unione di due elementi: la donna e la resistenza indigena fusi insieme in un'azione, quella di calarsi il passamontagna - o forse di toglierlo - immagine evocativa di una entrata in azione, un'azione che è difesa non violenta, poetica e ispiratrice. Calarsi il passamontagna per andare in guerra o toglierlo per mostrare e difendere la propria identità? Un'immagine contemporanea che trova la sua forza in una nuova tribalità, allo stesso tempo antica e futura.

Prodotto dallo stesso artista, registrato tra New York, Los Angeles, Città del Messico, Rio De Janeiro, l'Amazzonia e l'Italia e con il coinvolgimento - su alcuni brani - dei produttori internazionali Joey Waronker (Beck, REM, Atoms for Peace) e Camilo Lara (Mexican Institute of Sound) oltre che di Tony Canto e Iacopo Brail Sinigaglia, l'album è un invito ad appellarsi alla saggezza ancestrale degli esseri umani. Un disco che parla le lingue del mondo, intriso di suoni di foresta e voci indigene registrate in Amazzonia. Mannarino va alla ricerca della sorgente tribale e atavica dell'umanità, proposta come unico e potente antidoto contemporaneo alla brutalità del disumano. Natura, patriarcato, animismo, femminilità, rapporto uomo-donna, sono questi solo alcuni dei temi affrontati dal cantautore nel disco più politico e visionario della sua carriera dove l'amore, l'irrazionale e un senso magico della vita diventano strumenti reali di decolonizzazione del pensiero e di resistenza umana. Il disco, anticipato dai singoli "Africa" e "Cantarè", ha debuttato alla #2 della classifica FIMI degli album più venduti e alla #1 in quella dei vinili.

Mannarino è considerato uno degli artisti italiani contemporanei di maggior valore, erede della grande tradizione di cantautori come Paolo Conte e Fabrizio De André. Attraverso la cifra originale del suo lavoro, una rigorosa ricerca musicale e testi intrisi di poesia si è dimostrato un modello non omologato per le nuove generazioni. Con i suoi precedenti 4 album ha già consegnato alla musica dei grandi classici come "Me so' mbriacato", "Statte Zitta" e "Vivere la vita". Con l'ultimo album "Apriti Cielo" è arrivata la definitiva consacrazione: il disco di platino e un tour che ha superato le 150mila persone.

Nel gennaio 2020 è stato il primo e unico artista italiano ad essere invitato a suonare come ospite d'onore al Musée d'Orsay di Parigi.

Mannarino presenterà il disco nel 2022 sui più importanti palchi italiani in un tour di 9 date, organizzato e prodotto da Vivo Concerti.

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