Esce un libro di itinerari enogastronomici sul Sentiero Italia Cai

Image from askanews web site
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Milano, 6 set. (askanews) - "Un grande viaggio italiano, compiuto da due persone che volentieri ingaggerei come compagne di zaino e scarponi. Una traversata avventurosa nell'identità plurale profonda e meticcia di un Paese". Così Paolo Rumiz presenta nella prefazione il libro "Il gusto di camminare. Itinerari enogastronomici sul Sentiero Italia Cai" scritto da Irene Pellegrini e Barbara Gizzi che hanno risalito il nostro Paese percorrendo principalmente il "Sentiero Italia Cai": uno straordinario itinerario che, per più di 7.000 chilometri, attraversa tutta la catena appenninica e le Alpi, da Santa Teresa di Gallura a Muggia.

Le autrici hanno raggiunto a piedi i luoghi di elezione di prodotti enogastronomici identitari come Marsala per il suo vino, Roma e la carbonara, Amatrice e l'amatriciana, Mammola e il pesce stocco, Navelli con lo zafferano e, grazie a un lavoro di ricerca, hanno intervistato cuochi, albergatori, agricoltori, pastori, escursionisti di lunga data e altri testimoni per raccontare il rapporto tra lo spostamento, l'escursionismo e la gastronomia.

Il volume, edito da Slow Food Editore e dal Club alpino italiano, sarà presentato alle 20.30 di mercoledì 7 settembre a Palazzo Ca' dei Carraresi a Treviso dalle autrici accompagnate dal responsabile del progetto Sentiero Italia, Paolo Valoti, dal vicepresidente di Slow Food Italia, Raoul Tiraboschi, e dal presidente di Scarpa, Sandro Parisotto, tutti "moderati" dall'ad di Slow Food Editore, Carlo Bogliotti.

"Il Progetto Sentiero Italia CAI nasce e cresce grazie alla profonda passione e dedizione di tantissimi volontari del Club Alpino Italiano impegnati lungo questo 'filo rosso' strategico che lega la grande varietà di culture, paesaggi e tesori di montagna della nostra bella Italia" ha ricordato Valoti, aggiungendo che questo volume "ci invita a metterci in viaggio a passo lento lungo il SICAI alla scoperta di profumi, sapori e tipicità della nostra terra e della straordinaria agrobiodiversità e gastronomia locale, un vero scrigno dei gusti della dieta mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell'umanità".