Escherichia coli, perché è pericolosa (soprattutto nei mari caldi)

Escherichia coli, perché è pericolosa (soprattutto nei mari caldi). REUTERS/Stoyan Nenov (BULGARIA - Tags: AGRICULTURE HEALTH SOCIETY SCI TECH)
Escherichia coli, perché è pericolosa (soprattutto nei mari caldi). REUTERS/Stoyan Nenov (BULGARIA - Tags: AGRICULTURE HEALTH SOCIETY SCI TECH)

Ha fatto discutere, spaventare e a tratti indignare il divieto di balneazione scattato e poi revocato nelle ultime ore sulle coste della Romagna. Il motivo era da ricondurre alla presenza in acqua di Escherichia coli sopra i livelli di guardia. E a questo punto appare opportuno capire se tali misure fossero effettivamente necessarie, e quindi capire quanto i batteri in questione possano essere pericolosi per l'uomo.

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Innanzitutto è necessario affermare che l'Escherichia coli non rappresenta un pericolo di per sé. Stiamo infatti parlando di batteri che di solito convivono serenamente con il nostro organismo, vivendo nella parte inferiore dell'intestino degli animali a sangue caldo (incluso quindi l'uomo). Questo fa di loro degli enterobatteri, che peraltro contribuiscono al naturale espletamento delle nostre funzioni fisiologiche.

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Nella famigerata e spesso citata flora batterica intestinale, si trova infatti anche l'Escherichia coli, che come ogni altro batterio procede alla fermentazione del materiale che arriva indigerito all'intestino (solitamente sono polisaccaridi di origine vegetale). Si può quindi definire un nostro "commensale", che diventa però pericoloso in due specifiche circostanze.

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Esistono infatti alcuni ceppi di Escherichia coli che hanno sviluppato caratteristiche genetiche in grado di trasmettere infezioni. Lo fanno attraverso delle tossine, che agiscono direttamente sulla mucosa del nostro intestino. La conseguenza più classica, in questo caso, è la dissenteria, ma può avvenire anche un blocco della sintesi proteica delle cellule dell'intestino, che in questo caso muoiono. Infine i batteri nocivi potrebbero sviluppare molecole proteiche (le "adesine") che provano infiammazioni all'intestino o all'apparato urinario "incollandosi" alle sue mucose.

Escherichia coli, perché è pericolosa (soprattutto nei mari caldi). REUTERS/Stoyan Nenov (BULGARIA - Tags: AGRICULTURE HEALTH SOCIETY SCI TECH).      REUTERS/Leonhard Foeger  (AUSTRIA - Tags: SCI TECH HEALTH)
Escherichia coli, perché è pericolosa (soprattutto nei mari caldi). REUTERS/Stoyan Nenov (BULGARIA - Tags: AGRICULTURE HEALTH SOCIETY SCI TECH). REUTERS/Leonhard Foeger (AUSTRIA - Tags: SCI TECH HEALTH)

Questo è il caso di Escherichia coli in versione patogena, ma anche i batteri innocui possono creare grossi problemi al nostro corpo se si tramutano in agenti patogeni "opportunisti". E ciò avviene quando si diffondono in numero maggiore rispetto alla quantità che il nostro organismo è abituata a ospitarne. Questo li porta a spostarsi in altre parti del corpo, provocando guai anche seri. Che possono concretizzarsi, oltre che nelle "solite" infezioni, in peritonite e addirittura setticemia, polmonite e alcune forme di meningite.

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Per tutti questi motivi è fondamentale prestare la massima attenzione all'Escherichia coli. Tanto più che questi batteri trovano la temperatura ideale per la loro sopravvivenza e proliferazione intorno ai 35-40°C. Ecco perché le acque di fiumi, laghi e mari troppo caldi rappresentano un loro habitat perfetto: le alte temperature, infatti, non li uccidono, scaricando di fatto in mare tutti i batteri raccolti in km e km di tragitto. Incluse le contaminazioni fecali di ogni genere e specie di animale a sangue caldo.

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Concludiamo affermando che l'Escherichia coli si caratterizza di una altissima capacità invasiva. E questo significa che, una volta fatto ingresso nel nostro organismo si annida come detto nella zona dell'intestino (sempre a causa dei 35-40°C, che infatti equivalgono alla nostra temperatura corporea). A quel punto, però, la sua estrazione diventa decisamente complicata, visto che è in grado di penetrare nel nostro corpo molto in profondità.

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