ESCLUSIVA - Biden potrebbe rinunciare a Defense Production Act nonostante mancanza chip

di Andrea Shalal e Trevor Hunnicutt e David Shepardson
·1 minuto per la lettura
Il presidente Usa Joe Biden alla Casa Bianca

di Andrea Shalal e Trevor Hunnicutt e David Shepardson

WASHINGTON (Reuters) - Alcuni settori strutturali potrebbero essere compromessi se il governo degli Stati Uniti dovesse avvalersi di una legge di sicurezza nazionale volta a ridistribuire i semiconduttori all'industria automobilistica.

Lo ha riferito a Reuters un alto funzionario amministrativo.

L'analisi suggerisce che la Casa Bianca potrebbe decidere di respingere le richieste, da parte di case automobilistiche e parlamentari di entrambi gli schieramenti, di avvalersi del "Defense Production Act".

Diversi costruttori auto sono stati costretti a rallentare o interrompere la produzione a causa della mancanza di semiconduttori e hanno parlato con la Casa Bianca della possibilità di utilizzare una legge del 1950 che consente al governo di costringere le aziende a produrre materiali per ragioni di sicurezza nazionale.

Tuttavia, molti funzionari del settore auto hanno detto privatamente di non ritenere che l'impiego della legge sia possibile o probabile.

Alla domanda relativa alla possibilità di avvalersi della legge, il funzionario amministrativo ha detto che "le prospettive nel breve periodo sono difficili".

La ridistribuzione dei semiconduttori alle case automobilistiche "si tradurrà in una minore disponibilità per gli altri", ha detto a Reuters il funzionario, che è coinvolto in discussioni ad alti livelli. Una mossa simile potrebbe ricadere sui produttori di elettronica di consumo, tra cui laptop e apparecchiature mediche come i pacemaker.

"È il peggior incubo per un responsabile della catena di fornitura", ha detto un'altra persona vicina al pensiero della Casa Bianca. "Come Paese, è terribile".

Non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva, secondo persone vicine alla situazione.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)