Mps, allo studio cessione 14 mld Npl UniCredit ad Amco per agevolare fusione - fonti

di Valentina Za e Pamela Barbaglia
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Il logo di Monte dei Paschi di Siena presso una filiale a Roma

di Valentina Za e Pamela Barbaglia

MILAN (Reuters) - Nell'ambito del pacchetto di misure per facilitare un'eventuale acquisizione di Monte dei Paschi da parte di UniCredit, Tesoro e adviser studiano una cessione di crediti non-performing del valore nominale di 14 miliardi dalla seconda banca italiana ad Amco, riferiscono due fonti a conoscenza del dossier.

Nessun commento da Tesoro, UniCredit e Amco stessa che a dicembre ha preso in carico 7,5 miliardi lordi di deteriorati dal Monte nell'ambito dell'operazione di scissione ribattezzata Hydra.

La società guidata da Marina Natale rileverebbe il sostanzioso pacchetto di non-performing da UniCredit ma anche dei crediti 'high risk', quindi a forte rischio di deterioramento, da Mps, spiegano le fonti.

La misura e' allo studio nell'ambito di un pacchetto di incentivi che il Tesoro con BofA e Orrick stanno vagliando per poter intavolare un negoziato con UniCredit per la cessione della quota del 64% detenuta nella banca toscana.

La notizia ha fatto balzare il titolo UniCredit del 7,3%.

Il Tesoro punta ad avere un range di soluzioni pronto per la fine di gennaio e lavora pancia a terra a dispetto dei venti di crisi che scuotono la maggioranza di governo.

Per risolvere la grana dei rischi legali che pesano per circa 10 miliardi sulla banca toscana si lavora a uno schema misto che distingue tra rischi ordinari e quelli straordinari che discendono dalla sventurata acquisizione di Banca Antonveneta pagata 9 miliardi da Mps nel 2007.

Sulla parte straordinaria, accantonata l'ipotesi di scissione, le soluzioni allo studio includono un contratto di garanzia o assicurazione con collaterale, un subordinato con caratteristiche simili a un CoCo bond, per cui il capitale si annulla al materializzarsi delle richieste di danni.

Cruciale ai fini della definizione delle protezioni legali per l'acquirente e' l'esito di un eventuale accordo tra Fondazione Monte dei Paschi e banca per risolvere i 3,8 miliardi di richieste stragiudiziali, ipotesi alla quale si lavora ma senza che sia ancora emersa una soluzione.

"Non sarà possibile risolvere tutte le questioni in sospeso entro la fine di gennaio, ma ci sarà un sostanziale progresso nell'identificazione di soluzioni che possano infine portare a un accordo", ha detto una delle fonti.

Mps il 31 gennaio dovrà portare in Bce le misure per ripristinare il patrimonio ma non è escluso che le autorità di vigilanza possano concedere piu' tempo a fronte dei progressi fatti.

L'obiettivo nel mentre resta quello di avere un accordo pronto per l'assemblea annuale dei soci di UniCredit di aprile, la stessa che nominerà un nuovo cda, secondo un'altra fonte.

Mustier, che lavorava al dossier Mps e aveva fissato il paletto invalicabile della 'capital neutrality' per un'eventuale acquisizione da ben prima dell'annuncio a sorpresa a fine 2020 delle sue dimissioni, non lascerà la banca prima di febbraio, spiegano tre fonti vicine al dossier.

In assenza di certezze sul fatto che il pacchetto che garantisce a Piazza Gae Aulenti la neutralizzazione degli impatti a capitale non sollevi obiezioni a Francoforte e Bruxelles, UniCredit non ha ancora firmato l'accordo di riservatezza di rito, secondo tre fonti.

Se portata a termine con successo, la cessione di Npl non si distaccherebbe di molto dall'operazione completata da UniCredit nel 2017-2018 per 16 miliardi e renderebbe l'acquisizione di Mps più appetibile agli occhi degli azionisti.

"Se venisse portato avanti, l'accordo renderebbe più semplice far digerire l'acquisizione di Mps al mercato", ha detto la prima fonte, aggiungendo che Amco si farebbe inoltre carico di un'altra tranche di prestiti ad alto rischio di Mps, per un totale di diversi miliardi di euro.

Roma ha speso 5,4 miliardi di euro nel 2017 per il salvataggio della banca Toscana in perdita, che ora necessita fino a 2,5 miliardi di euro ulteriori, rendendo ancora più urgente lo sforzo per ridurre la presenza dello stato in Mps, come da accordi con le autorità Ue.

Il Tesoro ha stanziato 1,5 miliardi per ricapitalizzare Mps e altri 2,4 miliardi arriverebbero dalle misure sulle Dta approvata in Finanziaria, due tasselli fondamentali ma non risolutivi del pacchetto che potrebbe convincere UniCredit a sciogliere la riserva.

(Hanno collaborato Giuseppe Fonte, Stefano Bernabei)