ESCLUSIVA - Mps, Tesoro punta a dimezzare contenzioso 10 mld, garanzie su rischi residui - fonti

di Giuseppe Fonte e Valentina Za
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Il logo di Monte dei Paschi di Siena a Roma

di Giuseppe Fonte e Valentina Za

ROMA (Reuters) - Il Tesoro conta di dimezzare, favorendo accordi transattivi, il contenzioso di circa 10 miliardi che zavorra banca Monte dei Paschi di Siena (Mps), mentre va avanti il lavoro istruttorio su uno schema di garanzie che protegga l'eventuale acquirente della banca toscana dai rischi legali residui, riferiscono tre fonti vicine al dossier.

I 10 miliardi di cause e richieste stragiudiziali sono lo scoglio fondamentale da superare negli sforzi di Roma per riprivatizzare la banca, dopo il salvataggio da circa 8 miliardi concordato con le autorità europee nel 2017.

Il partner ideale del Monte sarebbe UniCredit, sebbene l'avvicendamento alla guida della banca milanese tra Jean Pierre Mustier e Andrea Orcel stia complicando i piani del Tesoro.

Via XX Settembre vuole incentivare l'aggregazione riducendo l'ammontare del contenzioso e provando a eliminare la responsabilità solidale di Mps sui restanti rischi legali.

In particolare, Roma sta aiutando Mps a risolvere la vertenza stragiudiziale da 3,8 miliardi di euro con il suo ex azionista di controllo, la Fondazione Mps.

La Fondazione ha rifiutato una prima ipotesi di accordo, pari a 70 milioni circa, prospettata informalmente dai vertici della banca. I contatti proseguono e le parti discutono la possibilità di integrare l'offerta con una quota in azioni, secondo una delle fonti.

Nella relazione al 30 Settembre 2020, Mps dichiarava di detenere 36.280.748 di azioni proprie, pari a circa il 3% del capitale, che ai valori di borsa odierni valgono 35 milioni circa.

Al netto degli accordi transattivi, il piano allo studio del Tesoro sui 5 miliardi di contenzioso residuo fa perno sia sull'apporto di operatori privati sia di Sace, una società di Cassa depositi e prestiti (Cdp), tramite accordi di garanzia e controgaranzia. Fintecna, sempre del gruppo Cdp, avrebbe la gestione tecnica.

Se questa strada si rivelasse difficilmente percorribile, il Tesoro è pronto a tornare su uno schema misto già definito nelle scorse settimane: parte dei rischi legali sarebbe coperto da garanzia e parte sarebbe invece trasferito ad una società controllata dallo stato, non necessariamente Fintecna secondo le fonti.

(in redazione a Milano Gianluca Semeraro)