ESCLUSIVA - Ue, più fallimenti e Npl con esaurimento aiuti Covid per aziende - documento

di Jan Strupczewski
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Bandiere dell'Unione europea fuori dalla sede centrale della Commissione europea a Bruxelles

di Jan Strupczewski

BRUXELLES (Reuters) - L'Unione europea vedrà un aumento dei fallimenti e dei crediti deteriorati quando la ripresa economica post-pandemia inizierà a prendere piede e i governi ritireranno i pacchetti di sostegno pubblico che stanno aiutando diverse imprese a restare a galla.

Lo mostra un documento della Commissione europea, preparato per la riunione dei ministri delle Finanze della zona euro, questo lunedì.

Secondo il documento, grazie ai quasi 2.300 miliardi di euro di misure nazionali a sostegno della liquidità, i governi della zona euro finora hanno evitato un aumento delle insolvenze.

Senza simili aiuti e nuovi prestiti dalle banche, quasi un quarto delle aziende Ue avrebbe visto problemi di liquidità entro la fine del 2020, dopo aver esaurito le proprie riserve di cassa a causa dell'impatto economico della pandemia di Covid-19, secondo il documento.

"Quando le misure straordinarie di sostegno pubblico verranno meno, diverse imprese probabilmente non riusciranno a far fronte ai propri debiti, portando a più Npl e insolvenze" si legge nel documento, visto da Reuters.

Quasi metà delle imprese che avrebbero potuto avere problemi di liquidità nel 2020 a causa della pandemia erano già ad alto rischio di default prima della crisi e sono ora sono tenute a galla solo grazie agli aiuti pubblici. E' dunque probabile che queste aziende dovranno fare i conti con dubbi sulla propria solvibilità dopo la crisi, segnala il documento.

L'incontro dei ministri di lunedì si focalizzerà su come gestire nel futuro il processo di allontanamento delle imprese dalle misure di sostegno pubblico e su come identificare al meglio, con l'aiuto degli investitori del settore privato, quali aziende sono sostenibili e quali possono sopravvivere.

'SOSTEGNO PIÙ MIRATO'

"C'è un accordo unanime che il sostegno fiscale deve essere mantenuto per ora, per un certo lasso di tempo", ha detto un alto funzionario della zona euro, coinvolto nella preparazione dei colloqui.

"Tuttavia, c'è anche il riconoscimento che il sostegno potrebbe dover cambiare forma, che sarà necessaria una graduale transizione a un sostegno più mirato".

La nota afferma che nel terzo trimestre del 2020, i prestiti bancari nella zona euro sotto moratoria ammontavano complessivamente a 587 miliardi di euro, con circa il 60% composto da prestiti ad aziende. Nel secondo trimestre la percentuale di Npl nella zona euro rispetto ai prestiti totali era del 5,23%.

"Complessivamente, si prevede che il volume di Npl nell'Unione europea aumenterà, anche se i tempi e la gravità di questo incremento rimangono incerti", ha detto la Commissione.

Fortunatamente, le solide posizioni patrimoniali delle banche, rispetto alla crisi finanziaria di un decennio fa, dovrebbero aiutare questa volta ad assorbire meglio l'impatto, secondo la Commissione.

Tra le imprese più colpite figurano hotel e ristoranti, con tre quarti delle aziende alle prese con problemi di liquidità, ma anche settore auto, trasporti, metalli base e tessile. Le aziende di telecomunicazioni, alimentari, farmaceutiche e di elettronica hanno visto una performance migliore.

RAPPORTO NPL

I problemi di liquidità delle aziende non si sono ancora riflessi nei ratio dei crediti deteriorati.

"Anche se è chiaro che le capacità di indebitamento del settore privato è stata influenzata negativamente dalla pandemia, le garanzie governative e le moratorie sul rimborso dei prestiti finora hanno evitato un aumento dei crediti in default", si legge nella nota.

"Quindi, il ratio di riferimento – basato su uno stock di Npl alquanto stabile e un crescente denominatore di prestiti – non riflette ancora il deterioramento sottostante nel profilo di credito dei debitori", scrive la Commissione.

Su quasi 2.300 miliardi di euro di misure di liquidità governative a livello Ue, aziende e famiglie hanno sfruttato circa il 32% della somma complessiva, principalmente attraverso garanzie pubbliche, secondo la nota.

Per andare avanti anche durante i lockdown, le imprese hanno consumato le loro riserve di liquidità e hanno richiesto prestiti, in aggiunta all'uso degli aiuti governativi. I prestiti dalle banche sono aumentati principalmente in Francia, Italia e Spagna, invertendo 10 anni di contrazione dei debiti corporate verso le banche, si legge nel documento.

I ministri dovranno ora comprendere come mantenere aperti i canali di credito solo per le aziende sostenibili; i sondaggi indicano che le necessità di credito superano già la disponibilità in tutti i paesi della zona euro.

La Commissione sostiene che le banche della zona euro, anche se erano generalmente in buone condizioni all'inizio della crisi, ora ritengono che i rischi legati alle aziende e all'economia più ampia siano aumentati.

"Secondo il sondaggio Bce sui prestiti bancari, le banche prevedono di ridurre ulteriormente le loro condizioni di credito e aumentare i requisiti di garanzia", scrive la Commissione.

(Tradotto da Redazione Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, enrico.sciacovelli@thomsonreuters.com, +48587696613)