Esiste un asse intestino-occhio, la scoperta del microbioma oculare

Red/Gtu

Roma, 19 ott. (askanews) - Esiste un asse intestino-occhio, lo dicono le nuove scoperte della medicina e nutraceutica che hanno individuato il microbioma degli occhi. Un microbioma che può avere degli effetti sulla loro salute e sulla capacità visiva. Il microbioma oculare è un'area di ricerca emergente da cui ci si aspettano nuovi approcci terapeutici per il trattamento e la prevenzione di malattie e condizioni oculari.

Il ruolo del microbioma oculare è uno dei temi del sesto Congresso su nutraceutica e occhio che si è svolto a Roma, nella sala convegni di Eataly con il patrocinio dell'Università di Roma la Sapienza e della SiNut (Società italiana nutraceutica). Al Congresso hanno partecipato i maggiori esperti di questo settore tra cui farmacologi, biochimici, nutrizionisti ed oculisti, per trattare le principali tematiche legate all'alimentazione, all'integrazione alimentare e alle più diffuse applicazioni cliniche dei prodotti nutraceutici nelle patologie oftalmiche.

"Ormai diversi studi - spiega Gianluca Scuderi, professore associato del Dipartimento di neuroscienze, salute mentale e organi di senso-Nesmos della Sapienza Università di Roma e responsabile dell'unità operativa di oculistica dell'ospedale Sant'Andrea - hanno dimostrato che esiste un asse intestino-occhio tant'è vero che chi soffre di sindrome dell'intestino irritabile in molti casi ha anche dei problemi di irritazione della superficie oculare".

Un recentissimo studio pubblicato sulla rivista The Ocular Surface ha confermato che nell'occhio umano coesistono numerosi microhabitat batterici, la cui composizione riflette i livelli di esposizione all'ambiente esterno. Il genere più rappresentato sulla superficie oculare è il corynebacterium, seguito da staphylococcus, streptococcus, acinetobacter e pseudomonas.

Con una elevata diversità: sarebbero infatti 221 specie in media per soggetto.(Segue)